martedì 5 febbraio 2008

Poltrone vuote: fine della legislatura


Mi ero ripromesso di non affrontare l'argomento "crisi di governo" e relativo contorno. Ma oggi si chiude la legislatura, dunque posso rompere il giuramento, no ? Vorrei riportare le parole con cui G.A. Stella termina l'articolo odierno su Corriere.it, che secondo me descrivono benissimo cosa è stato quest'ultimo parlamento italiano: "..... una legislatura tragica e ridicola, drammatica e insensata, di buone volontà e esasperanti furbizie, di virtuosi risparmi e sventurati sprechi. E chiusa così come si doveva chiudere. Con quello svenimento in diretta dell'ex mastelliano Stefano Cusumano, crollato su un fianco tra gli insulti e gli sputi come l'avesse fulminato Giove pluvio. Un colpo di teatro perfetto, per un teatrino".
E adesso si dia inizio alla disfida ! Tutti a caccia di voti .... e di posti. Ciao a tutti. Lupo.

mercoledì 30 gennaio 2008

"Genitori" oppure "Mamma e Papà" ?

Sto bighellonando qua e là in Internet, tra l'incarico a Marini, il buon Cuffaro che litiga con Anno Zero, il carro allegorico raffigurante l'Olocausto al Carnevale di Rio, il repubblicano McCain che va forte, etc. quando mi imbatto su una notizia che mi fa fermare per un approfondimento. Si tratta di questo. Pare che in Gran Bretagna il ministro per la Scuola e l'Infanzia, dietro sollecitazione di una organizzazione per i diritti degli omosessuali, intenda sostituire l'uso dell'espressione neutra "genitori" al posto di "mamma e papà". In questo modo i bambini britannici delle elementari verrebbero abituati all'idea che potrebbero esserci genitori dello stesso sesso. L'articolista spiega che la proposta del ministro mira a contrastare non solo l'intolleranza a sfondo omofobico ma anche ogni forma di bullismo. Non so se la questione stia proprio nei termini in cui è stata riportata, comunque prendo spunto dalla notizia per ragionare un attimo sull'argomento. Lungi da me qualsiasi tentativo di favorire pregiudizi anti-gay, ci mancherebbe, o di voler fare il vecchio parruccone. Ho visto nel corso della mia vita tanti di quei cambiamenti sociali, culturali e di costume, da essere consapevole che il mondo è molto cambiato e occorre adeguarsi. E so che non si possono fare confronti fra la vita d'oggi e quella di cinquanta anni fa, soprattutto se pensiamo a ciò che è diventata la famiglia. Benissimo. Ma l'iniziativa del ministro inglese mi sembra francamente un po' esagerata. Penso che la giusta e doverosa volontà di combattere già dai banchi scolastici ogni discriminazione, quindi anche quella riguardante gli omosessuali, non possa spingersi oltre il buon senso, fino a inculcare nei bambini delle elementari il sospetto che una famiglia con la presenza di un papà (uomo) ed una mamma (donna) non sia più tanto à la page, meglio solo uno dei due o solo i nonni o ... due mamme o due papà ! Non so cosa dire, forse sono vecchio per capire certe cose o sono legato a valori troppo tradizionali, ma mi sento strano quando mi vogliono a tutti i costi far accettare una visione politica in cui pare che la cosa più importante sia il matrimonio fra omosessuali. Senza tirare in ballo la religione o l'etica religiosa, a me l'idea di genitori dello stesso sesso non piace molto, debbo dire. Per fortuna la società civile italiana non è disposta nella sua grande maggioranza a volere questa cosa, quindi spero che qui da noi nessuno salti su a scimmiottare l'iniziativa del ministro Ed Balls. Ma soprattutto, visto il nome, spero che 'sta cosa sia tutta una balla !
Ciao. Lupo.

sabato 26 gennaio 2008

Se questo è un uomo



Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi)

mercoledì 23 gennaio 2008

Il coraggio civile di Giorgio Perlasca


Domenica prossima sarà il Giorno della Memoria, istituito per ricordare il 27 gennaio 1945 quando furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz ed il mondo conobbe l'orrore della Shoah. Come piccolo contributo alla commemorazione di tale tragedia vorrei ricordare, insieme a tutti voi, la figura ed il coraggio civile di Giorgio Perlasca. Credo doverosa e utile una riflessione su quest'uomo, che con coraggiosa intraprendenza salvò dalla morte più di cinquemila ebrei ungheresi: infatti Perlasca, che era di Padova e si trovava a Budapest nel 1944 per lavoro, riuscì a farsi passare per console spagnolo impedendo che migliaia di poveretti fossero deportati. Perlasca non vantò mai meriti nè chiese riconoscimenti per il suo operato, tanto che perfino in famiglia tenne nascosto tutto, per connaturata ritrosia forse. Solo verso la fine della vita si seppe ciò che aveva fatto. Perlasca è stato accolto da Israele fra i “Giusti delle Nazioni”. Mi sembra che proprio oggi venga scoperto un busto a lui dedicato all'Istituto italiano di Cultura della capitale magiara.
Ciao a tutti. Lupo.

martedì 22 gennaio 2008

Plenilunio


Nox erat et caelo fulgebat Luna sereno

inter minora sidera .....


Era notte e nel cielo sereno splendeva la luna

fra le velate stelle ......

Questa magnifica ed insperata sera di plenilunio solstiziale mi fa tornare alla mente i versi di Orazio, altrettanto magnifici. Come capita talvolta, quando certi spettacoli naturali mi ispirano, allora ripenso all'epoca del liceo e sono felice che mi siano rimasti appiccicati certi ricordi, certe immagini, quasi salutari incrostazioni dell'anima. Orazio fu un poeta della classicità latina, di umili origini, ma giunto ai massimi vertici della poesia di tutti i tempi. E' conosciuto per la famosa sentenza del "carpe diem", ma egli è anche molto altro. Non è il momento di parlare di poesia e di poeti, adesso, lo so bene ! Ma lasciatemi soltanto ammirare la luna abbagliante di questa sera, e sognare un po'.
Buona serata a tutti.
Lupo.

domenica 20 gennaio 2008

La fine ingloriosa di ITALIA.IT


E' di questi ultimi giorni la notizia che il famoso (!) portale del turismo ITALIA.IT è stato chiuso. Qualche anno fa il governo aveva deciso di intervenire direttamente nel problema della informazione inerente al turismo, pensando di far realizzare un portale unico come "veicolo di comunicazione", che fosse all'altezza di un Paese moderno e tecnologicamente avanzato come il nostro, e che finalmente mettesse un po' d'ordine e desse una sistemata alla congerie di iniziative fin qui portate avanti in modo scoordinato e largamente inefficace da Regioni, Enti locali e Organismi vari del settore. Si riteneva che la realizzazione di un progetto unitario, ben coordinato e seguito dai migliori uomini, commissionato alla società leader mondiale e sviluppato con le più moderne ed efficienti tecniche disponibili sul mercato avrebbe consentito di fornire, una volta per tutte, lo strumento di cui si sentiva la mancanza. Si stanziò una montagna di soldi, tale che a molti parve un'enormità anche per un tale compito. Queste erano le intenzioni. Purtroppo, alla prova dei fatti, il nuovo portale del turismo suscitò generale scetticismo, per tanti motivi: tecnologia superata, impatto poco convincente ed ancor meno accattivante (il logo, ad es., era disgustosamente brutto), presenza di una quantità esagerata di informazioni errate, inadeguatezza redazionale ecc. Le critiche si sprecarono fin dall'inizio, appuntandosi soprattutto sul bassissimo numero dei contatti e sulla desolante impressione di inutilità dell'insieme. Si cominciò a parlare dei costi esagerati di questo progetto: erano previsti infatti 45 milioni di euro, ad oggi effettivamente spesi più di 5 milioni ! Le Regioni presero a lamentarsi apertamente per la congerie di errori, si passò alle verifiche, poi alle commissioni d'inchiesta, alla ricerca delle responsabilità e via dicendo. Non voglio fare la cronistoria delle discussioni, delle liti fra Stanca e Rutelli, delle incomprensioni con le Regioni, che avrebbero dovuto riempire di contenuti il portale, nonchè delle incertezze di comportamento: si ferma tutto, no, si va avanti, di nuovo stop, ecc. E non vorrei nemmeno scendere nel dettaglio dei "buchi" di progetto, dalla sua prima ideazione alla consegna del lavoro finito ed alla fase di start-up. Ho avuto nella mia vita lavorativa una certa esperienza personale di analoghi progetti nella pubblica amministrazione e conosco abbastanza bene i problemi che si incontrano in tale ambiente, molto più numerosi e gravidi di conseguenze negative rispetto alle normali difficoltà rilevabili nel privato. E dunque mi sono parsi semplicistici e fuori dalla realtà certi giudizi tranchant di web-designer e di giovani entusiasti della rete e del mondo dei p.c., del tipo: "con 5000 euro lo facevo io il portale !". Penso, nel mio piccolo, che le cause del fallimento di ITALIA.IT non dipendano tanto dall'inadeguatezza dei tecnici che hanno lavorato alla sua realizzazione, quanto dalla mancanza di cultura informatica tuttora dominante fra politici e dirigenti pubblici, dalle dimensioni "monstre" dell'apparato, dal non essere riusciti a coinvolgere come dovuto le Regioni, dalla mancanza di una release beta e di test adeguati, ma soprattutto da una deficiente struttura redazionale, che è spesso la componente decisiva per il successo di qualsiasi portale. Adesso il fallimento sembra completo. Hanno deciso di "terminare" il progetto e di buttare alle ortiche il tentativo di dotare l'Italia di una "risorsa innovativa e strategica". Spero che in qualche modo si possano recuperare gli investimenti finora effettuati, senza sprecare ancora una volta il denaro di tutti noi cittadini. Ma dubito che si riesca a salvare qualcosa, e meno che mai l'ennesima perdita di credibilità e d'immagine della politica, del governo, dello stato, ecc.

Ultima considerazione. Non voglio pensar male, ma in tutta questa faccenda fin dall'inizio non mi era piaciuto il fatto che fosse proprio il ministro Stanca, già amministratore delegato di Ibm Italia, a caldeggiare il progetto la cui commessa (guarda caso) fu affidata alla sua ex-società ! Ma questa è un'altra storia, a quel tempo veniva proiettato il film "conflitto d'interessi", ricordate ?

Ciao.

Lupo.

giovedì 17 gennaio 2008

L'articolo 144.2 e la fine di un sogno


No, non c'entrano la legge sull'aborto e cose simili. Come si capisce dalla foto oggi voglio tralasciare i fatti di casa (COSA !) nostra, non potendone più. Ho pensato che aggiungerei ben poco alla moltitudine di note sugli ultimi avvenimenti: la moratoria della legge 194 ed il martirio di Ferrara, la rinuncia di Benedetto XVI alla visita alla Sapienza nel bel mezzo del conflitto laici-cattolici, l'arresto dell'UDEUR e l'eterna lotta tra politica e magistratura. Sono questi i temi che stanno dilagando nei blog italiani e sui giornali on-line, no ?

Bene: siccome c'è già anche troppa carne al fuoco, per i miei gusti, ho pensato di postare qualcosa circa il caso Oscar Pistorius. Si tratta di quello sfortunato ragazzo di non ancora 22 anni, amputato bilateralmente sotto il ginocchio, da bambino, perchè nato senza talloni. Oscar ha reagito con un coraggio ed una determinazione straordinari alla sua menomazione e, con l'aiuto di protesi speciali, ha sempre praticato diversi sport, sino ad eccellere nell'atletica, precisamente nella corsa sui 400 m. piani. Ne hanno parlato tutti l'estate scorsa. Perchè il ragazzo, non contento di gareggiare e vincere nelle gare "paralimpiche", ha deciso di voler competere con gli atleti normodotati, nelle gare "normali" (l'anno scorso gareggiò in un meeting da noi, a Roma mi sembra). Ovviamente questo suo voler gareggiare come tutti gli altri, nonostante le sue protesi ultra-tecnologiche, ha suscitato un sacco di problemi alla federazione internazionale di atletica.
Specialmente quando Oscar ha richiesto di essere ammesso alle prossime olimpiadi di Pechino, tra i normodotati ! Ebbene risale a pochi giorni fa la decisione della IAAF, sulla scorta di una relazione tecnica che dimostra i vantaggi che Pistorius ricaverebbe dalle fantascientifiche lamine che usa al posto delle gambe (!). Sembrerebbe che egli sia avvantaggiato, rispetto agli altri senza protesi, negli ultimi 30-50 metri della corsa sui 400, dato che le protesi in quel momento topico gli restituiscono molta energia, favorendolo là dove gli altri atleti normali pagano l'acido lattico che avvelena i muscoli delle gambe (che lui ... non ha). Se lo avete visto correre vi sarete accorti che, specie nel primo tratto, la corsa di Pistorius non è fluida, ma consiste in una serie di saltelli che sicuramente lo penalizzano, mentre soltanto sul rettilineo finale egli recupera lo svantaggio. Non so, forse dal punto di vista dei regolamenti ha ragione la Federazione ad escludere Pistorius dalle Olimpiadi dei normali e magari ci saranno anche valide motivazioni tecniche, tuttavia mi sembra che si sia persa un'occasione per fare qualcosa di buono. Perchè cancellare un sogno, una speranza ? Sulla scorta di un ragionamento (sia pure pratico e un po' cinico) potevano ammetterlo a Pechino, senza problemi: infatti non ha ancora realizzato il tempo minimo richiesto e, comunque, non potrebbe superare le batterie, nonostante il presunto vantaggio delle protesi. E allora ? Beh, sarebbe stato un bel gesto, senza dubbio, dire a chi è colpito dalla cattiva sorte: non ti abbattere, continua a lottare, puoi farcela anche tu ! Pensiamo all'impatto mediatico mondiale della cosa. Ma, soprattutto, pensiamo a come colmerebbe di gioia il cuore del mondo vedere in una Olimpiade questo giovane coraggioso, che si considera "uguale" agli altri e come tale vuole essere trattato e vuole lottare in gara e nella vita. Vorrei riportare una frase di Pancalli, il quale ha detto, con la forte ironia che lo contraddistingue, "è una grande sorpresa scoprire che un ragazzo senza due gambe è avvantaggiato rispetto agli altri...".

Ciao a tutti.

Lupo.