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venerdì 13 novembre 2009

Le solite bugie. Ma di chi ?

Se la prendono con Repubblica & Co, rei di inventarsi verità di comodo contro Berlusconi, perchè accecati dall'odio. Leggo stamattina sul Giornale.it il seguente titolo:
"Via al taglio dell'Irpef: meno tasse per le famiglie".
Bene. Questo titolo è una bufala. Spaccia, infatti, per taglio ciò che è semplicemente il differimento del 20 % dell'anticipo IRPEF (79 % anzichè 99 %) di qualche mese, a giugno prossimo. Altro che taglio ! E poi, dove sarebbe la diminuzione delle tasse per le famiglie ? Mi pare che qui non si tratti più di bugie, ma di spuderatezza vera e propria. Vergogna !

Lupo

giovedì 5 novembre 2009

Politica e nuove tecnologie

Continua il distacco tra coloro che si interessano di tecnologie ed i politici. Infatti il Governo, rimangiandosi l'ennesima promessa, fa sparire gli 800 milioni previsti per la banda larga, affermando che con la crisi in atto è meglio destinare risorse agli ammortizzatori sociali, ai vaccini ecc. Dunque la banda larga può aspettare. Si vede che modernizzare le telecomunicazioni non è considerato strategico. Alle volte mi pare d'essere governato da ciechi incapaci: sì al ponte sullo stretto e intanto si rischia di buttare al vento l'occasione dell'Expo, sì alla sicurezza e poi si lesinano i quattrini alle forze di polizia gabbandoci con la grande cavolata delle ronde, sì all'abolizione dell'Irap mentre si sa benissimo che mancano i soldi per farlo, e così via.
Per quanto mi riguarda concordo sul fatto che oggi il problema più importante è quello della ripresa economica, ci mancherebbe ! Dunque lavoro, produttività, meno tasse, incentivi ai consumi, sostegno alle imprese ecc.: pertanto l'ADSL può aspettare, come qualsiasi cosa non essenziale. Ma non aveva detto Tremonti, se non erro, che per gli ammortizzatori c'erano risorse pressochè infinite ? Che bisogno c'era, se le cose stavano così, di penalizzare un'altra volta il futuro dell'economia digitale ? Aspetteremo quindi ancora un bel po' prima di vedere centrali telefoniche collegate in fibra, apparati rinnovati, ecc.: in altre parole il nostro Paese allineato a quelli più sviluppati e lungimiranti. Nei fatti, intanto, mentre noi continueremo ad arrancare, gli altri corrono avanti. D'altra parte, cosa ci si può attendere da governanti che, temo, nemmeno conoscono la differenza fra un doppino di rame e una fibra ottica ? E pensare che l'investimento in infrastrutture necessarie a superare il cosiddetto digital divide avrebbe assicurato una discreta crescita del PIL, stando alle stesse dichiarazioni di Romani, viceministro per lo sviluppo economico !
Ma allora è proprio vero che i nostri governanti sono bravissimi a fare gli annunci, mentre in realtà, se guardiamo alle cose che praticamente vengono realizzate sembra che ci sia solo il vuoto. E' proprio vero che sanno curare le solite faccenduole tipo provvedimenti salva-B. o lo scudo fiscale o il lodo Alfano, mentre tutto il resto viene rinviato a tempi migliori, si può procrastinare tranquillamente, tanto agli italiani bastano e avanzano il gossip, i grandi fratelli, le isole et similia, o no ?

Lupo

lunedì 22 giugno 2009

Quella povera ragazza

Vedo gli occhi girati di lato, fissi, e dopo un po' d'improvviso il sangue sgorga dalla sua bocca e dal naso. La ragazza sta morendo lì sul marciapiede, mentre inutilmente qualcuno cerca di fare qualcosa. Poi vedo che gli occhi sono chiusi. E la ragazza muore, in pochi attimi.
Tutto è su questo video, drammaticamente in mostra per noi che siamo seduti davanti al monitor, in tutta comodità, come niente fosse.
Penso che nella mia vita ho già visto troppe scene come questa, e troppe volte sono rimasto inerte, ho accettato. Vorrei ribellarmi, ma cosa posso fare ? Cosa possiamo fare tutti noi, che crediamo di avere una coscienza e vogliamo un mondo in cui i diritti siano rispettati ?
In questo periodo, poi, mentre si succedono drammi del genere (vedi qs lettera di una giovane iraniana), noialtri italiani siamo in balia di omuncoli (d'ogni razza e colore, bisogna avere il coraggio di riconoscerlo) che ci stanno togliendo anche gli ultimi barlumi di dignità.
Oggi sto male.
Lupo.

venerdì 5 giugno 2009

Ricordo di Enrico Berlinguer


Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Scelgo questa frase di Berlinguer per ricordarne la statura politica, a 25 anni dalla morte avvenuta a Padova. Egli si trovava in città per un comizio (si era alle battute conclusive della campagna elettorale per le elezioni europee) la sera del 7 giugno 1984 in Piazza dei Frutti. Verso la fine del discorso si sentì male, ebbe un ictus, fu trasportato in ospedale ed operato, ma il suo cervello era ormai devastato. Sarebbe morto pochi giorni dopo.
Tutti conoscono la vicenda, sanno del Presidente Pertini subito accorso, della generale partecipazione della gente in tutta Italia, della folla a San Giovanni per il funerale. Non serve parlare di queste cose, nè tantomeno rivedere su Youtube le immagini strazianti riprese sul palco di Padova e riascoltare le sue ultime parole, quando stava già morendo. Mi sembrerebbe di cattivo gusto.
Però una cosa la voglio ricordare, per farne partecipe chi non c'era e non ha visto. Mi riferisco alle migliaia di persone che, per tutte le lunghe ore dell'agonia di Berlinguer, sostarono in silenzio nel vecchio cortile dell'Ospedale Giustinianeo ed ai lati delle strade limitrofe. Non ho mai più visto in vita mia una così straordinaria partecipazione di popolo, di dignitoso dolore, di testimonianza. Uomini, donne, giovani, vecchi, tutti lì senza pronunciare parole ma semplicemente a testimoniare: sono qui, voglio far capire che anch'io prendo parte al dolore collettivo per la perdita di un uomo di valore, onesto, serio, pulito, magari ho altre idee in politica, la penso diversamente dai comunisti, ma voglio dare un segno, dimostrare la mia riconoscenza ad una persona che se lo merita.
E poi, durante il corteo funebre da Padova all'aeroporto di Venezia, chi se la scorda la folla assiepata ai lati della strada per 30 km. a tributare un silenzioso e riverente omaggio ? Se ci ripenso, ecco, mi viene spontaneo un confronto con l'emozione suscitata dal trasferimento in treno verso Roma del Milite Ignoto.
Dalla morte di Berlinguer sono passati 25 anni, soltanto pochi anni in fondo. Ma siamo così diversi oggi e sono cambiate così tanto le cose che ci pare di vivere in un'altra epoca, in un altro mondo. E non mi pare che sia migliore !
Lupo.

giovedì 4 giugno 2009

Un prete che parla forte e chiaro


Don Franco Scarmoncin, parroco della chiesa di San Giacomo Apostolo a Mandriola di Albignasego vicino a Padova, si trova al centro di una polemica politica per un suo scritto pubblicato una decina di giorni fa sul bollettino parrocchiale. In esso il sacerdote s'è espresso senza peli sulla lingua nei confronti di Berlusconi e della maggioranza che lo supporta, senza tralasciare i media ed i professionisti dell'informazione. Non ha avuto riguardo per nessuno, usando espressioni anche abbastanza crude, come magari non ci si attenderebbe da un religioso.
Si possono trovare notizie e commenti sul supplemento del Corriere del Veneto e, per la par condicio, su IlGiornale.it.
Senza voler entrare nel merito e discutere su ciò che dovrebbe o meno dire un prete, tuttavia confesso di essermi alquanto divertito a leggere le affermazioni di Don Franco, così tranchant e ruspanti, alla Di Pietro si direbbe.
Adesso mi aspetto le reazioni dei politici locali e soprattutto del Vescovo, che peraltro è già stato etichettato in passato come "comunista". Chissà stavolta cosa verrà fuori ?
Altre notizie sulla vicenda si trovano su questo video.
Al momento mi risulta solo una nota della Diocesi nella quale si prendono le distanze dal contenuto del bollettino parrocchiale e si ribadisce la responsabilità personale di chi esprime certe valutazioni.

Buona giornata. Lupo.

giovedì 30 aprile 2009

Internet e democrazia

Tempo fa (a febbraio) avevo postato qualcosa circa la legalità su internet ed i tentativi da parte di alcuni parlamentari di demonizzare la Rete, introducendo forme di censura ministeriale.
Oggi c'è una buona notizia al riguardo. Infatti l'emendamento D'Alia, il famigerato emendamento del senatore UDC, è stato tolto di mezzo da quello presentato dall'on. Cassinelli, finora uno dei pochissimi parlamentari che abbia dimostrato di capire qualcosa del problema Rete.
Oggi in certo senso si può festeggiare, perchè c'è stata una vittoria ! Per approfondimenti si possono leggere l'articolo dell'avv. Scorza ed anche le notizie riportate nel blog AppuntiDigitali.
Conviene sempre, comunque, continuare a vigilare per difendere la libertà d'informazione.
Buona giornata. Lupo.

mercoledì 29 aprile 2009

A proposito di Veronica e la "candida puellula"

Non so quanto corretto e storicamente appropriato sia il riferirsi, in questi giorni, alla parola latina "candidatus" per vedere in essa il significato di puro, pulito, onesto. Non sono un latinista ma, se non ricordo male, nell'antica Roma la toga indossata da chi si presentava alle elezioni veniva sbiancata unicamente per una maggiore visibilità del soggetto interessato alla competizione elettorale. Senza scomodare troppo l'etica, ma solo per praticità: tipico habitus romano.
Comunque sia, stante l'accusa di ciarpame senza pudore indirizzata dalla Signora Berlusconi alla "candidatura" di donne dello spettacolo da parte del PDL, forse due parole su veline e velinismo in politica non sono del tutto fuori luogo.
Vorrei precisare subito che non mi interessano i fatti personali e le liti in famiglia di mister B., nè tantomeno il gossip, che sembra peraltro essere emblematico della situazione italiana.
A questo proposito confesso di aver letto oggi molti commenti alla recentissima esternazione della Signora, anche su quotidiani filo-governativi tipo Il Giornale e Libero. Ne ho ricavato delle considerazioni di cui non mette conto, qui, riferire. Infatti sono più o meno le stesse ricavate in occasione della precedente esternazione della Signora, quella dopo la frase di mister B. sulla Carfagna: "me la sposerei, se non fossi già sposato", vi ricordate ? D'altra parte, chi è contro Berlusconi gode nel vederlo attaccato un'altra volta dalla moglie; al contrario, in coloro che parteggiano per LUI, l'ammirazione non viene scalfita minimamente da fatti che sono considerati sciocchezze, ovvero pretestuosa propaganda della solita sinistra (al riguardo, stavolta l'articolo di Feltri m'è sembrato una debole e poco intelligente difesa d'ufficio, non all'altezza della persona, di solito capace e indipendente).
Tornando a noi, non voglio pensare che tutta la politica italiana sia ridotta ormai allo stile Bagaglino ed alle "gnocche" più o meno televisive. Dunque ritengo giusto evidenziare che la Signora Berlusconi ha voluto fare un discorso un po' più alto e impegnativo rispetto alla mera e riduttiva constatazione che l'anziano consorte non riesce a stare, nemmeno in politica, "sine candida puellula", come diceva Orazio. Il quale era un poeta, perbacco ... mica il presidente del consiglio !
L'espressione "voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo vittime e non complici" suona come un macigno, ma io ci vedo non soltanto irritazione ed amarezza, come dire, personali ed intime. Ci vedo qualcosa di più. A me pare che, criticando il comportamento a dir poco spregiudicato della politica circa le candidature ed il ruolo delle donne all'interno del PDL, le sue parole cerchino di scuotere la gente (gli elettori del PDL ?) dal letargo intellettuale in cui li ha gettati "l'imperatore". Cioè, insomma, non si tratta soltanto di una bega fra marito e moglie, che potrebbe e dovrebbe essere risolta all'interno della famiglia, senza fare piazzate: che è la tesi sostenuta, poi, dai fans di mister B., ai quali non par vero di far passare la Signora per una casalinga frustrata e rompicoglioni. Nella sua presa di posizione, invece, mi sembra di cogliere qualcosa di più importante e significativo, qualcosa che denota un certo spessore umano e culturale. Che, pur con i distinguo del caso, mi fa tornare alla mente il personaggio sfortunato di Elide del film C'eravamo tanto amati, ricordate ? Elide, la quale per amore del cinico e arrivista marito Gianni si impegna allo stremo per essere alla sua altezza, cerca di crescere culturalmente, si sforza di leggere e di "raffinarsi", alla fine diventando una persona migliore. Migliore di suo marito, senza dubbio.
Lupo.

mercoledì 18 marzo 2009

Internet e libertà

Forse non ce ne sarebbe bisogno di parlare ancora di questo argomento, dato che ormai tutti noi siamo sufficientemente edotti circa le recenti proposte di regolamentazione (!) della Rete, nelle quali s'è manifestato il peggio dell'iniziativa politica degli italioti onorevoli. E' risaputo: quanto a ignoranza della materia ed inadeguatezza culturale i nostri eroi sono ai vertici mondiali. Ed anche per spudoratezza e servilismo nei confronti del capo non sono secondi a nessuno.
Giunti a questo punto, dunque, vedo che molti internauti e blogger preferirebbero il silenzio, magari per stanchezza o convinti che tacere sullo squallida stupidità delle presenti iniziative di legge sia forse la cosa migliore. Io però penso che una veloce sintesi di tutta la storia possa essere utile a quei due o tre che non ne conoscono i dettagli.
Dunque mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione il pezzo dell'avv. Guido Scorza su Punto Informatico, che mi sembra un utile riepilogo dello stato dell'arte, con alcuni appropriati e simpatici rimandi.
Buona lettura. Lupo.

martedì 3 marzo 2009

Napolitano e Medvedev a Bari


Conosciamo tutti la notizia della visita di Medvedev a Bari, dove il nostro Presidente Napolitano gli ha simbolicamente consegnato la proprietà della chiesa ortodossa di S.Nicola, nota come "la chiesa russa". Il santo di Bari gode di una diffusa devozione in Russia, al punto che lo stesso Medvedev e signora si sono recati a pregare nella cripta della cattedrale cattolica consacrata a S.Nicola. Ma, per tornare alla notizia, la chiesa ortodossa è un edificio costruito circa 1 secolo fa, che in base ad accordi precedentemente intercorsi doveva essere restituito ai legittimi proprietari. Se non ricordo male la faccenda era programmata per dicembre, ma poi ci fu l'improvvisa scomparsa del Patriarca russo a far rinviare il tutto. La cerimonia per la restituzione è stata dunque l'occasione per un incontro anche di natura politica: infatti, oltre a sottolineare il nuovo clima interreligioso che potrebbe rilanciare il dialogo fra i popoli ecc. ecc., il faccia a faccia fra i due Presidenti ha toccato l'argomento che oggi preoccupa maggiormente, e cioè la crisi economica mondiale e le modalità con cui affrontarla.
Non intendo commentare gli aspetti più interessanti dell'incontro, ma una cosa la voglio dire, però. Non ho potuto fare a meno di pensare a come la cronaca ci ponga spesso di fronte a fatti o circostanze che ci costringono a riflettere. Nell'incontro del 1 marzo, in effetti, di cose sorprendenti ce ne sono ! Anzitutto i protagonisti, da una parte il nostro Presidente, di certo uno degli uomini migliori della sinistra italiana ed europea, che nel suo percorso pubblico s'è dimostrato moderato e s'è impegnato per la transizione dei comunisti verso la socialdemocrazia, ma che è pur sempre stato uno dei leader del PCI; dall'altra il giovane Presidente della Russia, paese che fino a vent'anni fa rappresentava la lugubre applicazione del socialismo reale, ossia il comunismo al potere. Ebbene, i rappresentanti dell'Italia, Paese di vecchia e consolidata democrazia (nonostante il signor B.) e della Russia, di recente e "incerta" democrazia, s'incontrano per un fatto di natura molto poco "politica" o "laica" !
Dunque, se colpisce già constatare dove ci ha condotto la Storia della vecchia Europa degli ultimi decenni, ancora più sorprendente appare la circostanza per la quale avviene l'incontro fra i due capi di stato, e cioè la consegna di una chiesa. Se poi notiamo che sono circolate epressioni tipo "nuovo clima interreligioso" e "tendenziale comunione fra cattolici ed ortodossi", beh! ci potrebbe scappare un sorrisetto beffardo riandando con la memoria, non tanto ai nostri comunistelli di sagrestia, quanto alla tragica condizione dei credenti in quella che era fino a pochi anni fa l'Unione Sovietica.
Lupo.

martedì 24 febbraio 2009

Legalità su Internet


Ultimamente c'è parecchio movimento attorno ad internet: vengono infatti presentate e discusse diverse proposte tese a regolamentare l'accesso alla Rete, tanto che gli utilizzatori si stanno sempre più preoccupando, poichè sembra ormai chiaro l'obiettivo di limitare la libertà di espressione on-line. Vediamo come. Anzitutto c'è una diffusa ignoranza in materia, la confusione abbonda mentre cresce il rischio che si concretizzi, prima o poi, qualche provvedimento assurdo e penalizzante. D'altra parte qui in Italia c'è già una tale congerie di leggi e regolamenti al punto che non siamo solo la patria degli azzeccagarbugli, ma della illegalità tout court !
Per venire allo specifico, succede che alcune proposte siano avanzate da personalità politiche di poco o nullo spessore nella materia, magari solo per eseguire ordini di scuderia. Mi chiedo, tanto per fare un esempio, che ci azzeccano l'on. Carlucci o l'on. Barbareschi. La prima, se ricordate, ha già dato prova ampiamente delle sue capacità (!) nell'occasione della nomina del prof. Maiani a capo del CNR, e adesso si sta dando da fare perchè vuole togliere di mezzo l'anonimato in rete (per approfondimenti consiglio la lettura di quest'articolo di Elvira Berlingieri). C'è poi il secondo onorevole, il commediante, che col suo disegno di legge di contrasto alla "pirateria informatica" in realtà ambisce a regolamentare il web, come del resto ha già preannunciato di voler fare il gran capo berlusca nel prossimo G8; mi pare, però, che Barbareschi faccia un po' di confusione, ad es. tirando in ballo l'open source che non c'entra niente.
Ho trascurato di dire in premessa che sono piuttosto ignorante su queste faccende. Tuttavia qualcosa so. Per dirne una, so che si sta discutendo molto del problema dei reati d'opinione, anche alla luce del famoso 50-bis del DDL del senatore D'Alia, per fortuna corretto dall'intervento "salvablog" dell'on. Roberto Cassinelli (non tutti sono pessimi: leggere qui per approfondire). Al riguardo preciso subito che per me certe regole è meglio ci siano e vanno rispettate, tenuto conto che la responsabilità è personale: non mi piace l'anarchia assoluta, ma mi pare assurdo equiparare un blog ad una testata giornalistica o costringere i provider ad un ruolo che non gli compete. Mi risulta anche che in sede di Comunità Europea è in discussione da tempo il cosiddetto "Pacchetto Telecom"; e qui bisogna stare attenti perchè alcune direttive ivi contenute, se approvate così come sono state impostate, rappresenterebbero addirittura una minaccia per alcuni diritti fondamentali di noialtri cittadini europei (al riguardo si possono trovare informazioni qui e qui, oltre che sul sito di Altroconsumo).
Ma, per restare in Italia, e nell'attesa di ottenere altre informazioni in merito, a preoccuparmi sono i segg. aspetti del problema:
1) in primis, come detto sopra, che generalmente di queste cose si interessano persone incompetenti, che manco la conoscono la realtà dell'ICT, di internet e del web (ma se vogliamo questa dell'incompetenza è la caratteristica peculiare della nostra classe politica !)
2) e poi che tutto questo affannarsi per regolamentare la Rete, mettendo lacci e lacciuoli, si traduca alla fine non soltanto in un peggioramento del digital divide, ma proprio in una perdita di libertà nella informazione on-line la quale, nella realtà nostrana in cui la carta stampata e le TV sono messe come sono messe, rimane l'unico baluardo democratico.
Se poniamo attenzione ad altri provvedimenti governativi in corso d'opera, tipo quelli per la privacy e le intercettazioni, non si può non rilevare che il tutto puzza un po' di censura, no ?
Buona navigazione. Lupo.


martedì 17 febbraio 2009

Veltroni se ne va. Da solo ?


Volevo mettere giù qualche considerazione sull'ineffabile Calderoli e la sua proposta di castrazione chirurgica, ma la notizia che Veltroni si dimette mi fa rinviare il tutto.
Oggi questa è la cosa più importante su cui intrattenersi un po', almeno credo. Dunque Veltroni se ne va. Qualcuno potrebbe dire che era ora, che ciò non dipende soltanto dalla disfatta della coalizione in Sardegna, ma soprattutto dal fatto che il PD, magari nato abbastanza sano, poi non è cresciuto bene come si sperava, ha perso la salute per strada. In effetti abbiamo assistito alla incapacità dei democratici di stare uniti, di costruire ed avviare un progetto, di fare opposizione vera ecc. ecc. , finendo col concedere a Di Pietro il comodo ruolo di anti-B. Come se tutto si riducesse all'antiberlusconismo, poi !
Che sia solo colpa dell' obama de noantri non saprei dire: comunque, a caldo non mi va di tentare analisi.
L'unica mossa certa da fare subito mi sembra sia pensare a qualcosa "di sinistra" prima delle elezioni europee, altrimenti ci tocca tenere il nostro beneamato premier per altri 20 anni. Ho sentito poi che anche la Binetti minaccia di andarsene, per via del testamento biologico e Marino. Ecco, se prendesse subito questa decisione e si portasse via anche qualcun altro, beh, sarebbe già un bell'inizio sulla strada del rinnovamento. Mi permetto di ritenere che un PD rinnovato nei programmi e nelle facce e più vicino alla gente (questo mi auguro assieme a milioni di italiani, ne sono sicuro) sarebbe un guadagno per tutto il paese, non solo per la sinistra democratica.
Lupo.

venerdì 13 febbraio 2009

Gasparri si arrabbia per la vignetta di Vauro


Non c'è pace per la trasmissione di Santoro. Stavolta s'è incazzato di brutto Gasparri. E' un fatto: c'è sempre qualcuno che se la prende con Anno Zero, ma trattandosi di una trasmissione molto di parte è inevitabile che ciò succeda. Quando recentemente ci fu il caso della Annunziata ho scritto un post in cui sostenevo che la giornalista aveva fatto male ad andarsene da Anno Zero; non ho però dimenticato di sottolineare la faziosità di Santoro e la sua conclamata arroganza. Anno Zero è così, dice tante verità in modo un po' scomodo, ma basta cambiare canale se uno non gradisce. Inoltre non mi pare che le brutture mostrate dai vari servizi siano smentite nella sostanza, cioè non si vede qualcuno del governo impegnato a ribattere puntualmente a quanto mostrato in TV. Dunque, cosa bisogna pensare ? Se si incazzano per le critiche o peggio per la presa in giro, e basta, vuol forse dire che non hanno la forza della verità dalla loro ?
Il fatto è che per Gasparri i vari Santoro, Travaglio, Vauro, Guzzanti non dovrebbero neanche esistere ... figuriamoci se riesce ad apprezzare la satira, che fin dai tempi antichi è un po' il sale della politica. Da troppo tempo, ormai, questo esponente di An compare in TV, fa dichiarazioni, offende, straparla fino a infastidire persino il suo capo supremo Fini (che giorni fa, quando il capogruppo della maggioranza offese Napolitano, lo ha ripreso pesantemente). Se si guarda bene la vignetta, si vede che l'onorevole (!) ha l'espressione tipica di chi non ha avuto troppa fortuna col QI: le palpebre ptosiche e la bocca semi aperta, non è vero ? Secondo me non ci arriva, come si dice in questi casi. Ad es. non so cosa pensare del suo blaterare contro i lauti stipendi che Santoro e compagnia si portano a casa. Infatti lui, Gasparri, non prende anch'egli un sacco di soldi da tutti noi contribuenti ? E per fare cosa, poi ? Qual è il suo contributo alla crescita del Paese ? Io mi ricordo solo del suo adoperarsi in favore del nano ridens dai capelli dipinti, nient'altro. L'importante, per la destra al potere, è dimostrare ogni giorno di più insofferenza per le critiche, provare ad annichilire l'avversario, gonfiare i muscoli e minacciare: in fin dei conti, non è stato il popolo a votare così ? E allora, che cavolo volete ?
Lupo.

mercoledì 11 febbraio 2009

Tanto per chiarire



Ho già spiegato nel post di qualche giorno fa (che trovate qui) come la penso sull'argomento sicurezza, in particolare circa le problematiche della salute individuale e collettiva che la lungimirante destra al governo pare non aver valutato adeguatamente.

Ma, affinchè la comprensione sia ancora più immediata, eccovi il flash soprastante che illustra la posizione che terranno i sanitari italiani circa il decreto-legge in questione, alla faccia dei Leghisti & Co.

Ciao. Lupo.


giovedì 5 febbraio 2009

Molto meglio di noi fa Barack Obama

Tolto ai medici il divieto di segnalare alle forze dell'ordine il clandestino che si presenta in un ambulatorio del SSN per essere curato. Finora la relativa sicurezza di non essere denunciati ha permesso alla sanità pubblica di tenere sotto controllo alcune delle patologie più frequenti nel mondo degli emarginati (TBC, epatiti ecc.). Ma adesso ? Chi andrà più a farsi curare ?
Ricordo che parecchi anni fa la Regione Veneto, la quale su certe cose (bisogna dirlo) è all'avanguardia, aveva istituito una tessera sanitaria speciale, cosiddetta "leggera", che garantiva agli emarginati ed ai barboni (italiani e stranieri) un minimo di copertura medica per alcune malattie, ad es. le infettive, quelle dell'infanzia e della gravidanza. Ci furono delle resistenze da parte di qualcuno, soprattutto per il costo di un'operazione del genere: ma i più capirono che, in fin dei conti, sarebbero stati soldi ben spesi se poi tutti ci si guadagnava a proteggere meglio la popolazione "normale" da certe malattie che stavano tornando qui in Italia, proprio per effetto del degrado sociale e delle spaventose condizioni igienico-sanitarie dei tanti disgraziati che sopravvivono ai margini. Allora il fenomeno dell'immigrazione candestina non era esploso come vediamo ai giorni nostri, tuttavia il problema esisteva, eccome ! Questa esperienza veneta sarebbe stata estesa qualche anno dopo a livello nazionale, e senza dubbio con notevoli costi per lo Stato.
Ma se oggi deve cambiare il comportamento dei medici, così come prevede il Decreto Sicurezza appena approvato, mi sa tanto che la situazione sanitaria degli emarginati peggiorerà senz'altro, con pericolose conseguenze per la salute di tutti. Lo stesso presidente Galan, che non è molto tenero in genere nei confronti dell'opposizione, questa volta ha lamentato la scarsa avvedutezza dei politici della sua parte che hanno adottato un tale provvedimento. Insomma, in buona sostanza, qui non si tratta di fare i samaritani o le dame di san vincenzo, ma proprio di attivare le misure più utili alla salvaguardia nostra e dei nostri figli. Se non si riesce ad impedire la presenza dei clandestini nel nostro paese, almeno cerchiamo di controllare il fenomeno dal punto di vista sanitario, anche se ci tocca cacciare del denaro: al limite è un discorso, se vogliamo, di bieca convenienza ! Se i virus ed i batteri se ne strafotteranno dei decreti, come è probabile, i clandestini si ammaleranno di più e quindi la nostra salute individuale e collettiva sarà più a rischio, alla faccia della sbandierata sicurezza; inoltre spenderemo di più, questo è poco ma sicuro. Dunque la domanda è: a che pro tutto questo ? Preferisco fermarmi qui per il momento.

Perchè il riferimento a Barack Obama ? Ma è semplice. Proprio mentre qui da noi si adotta un provvedimento che alla fine limiterà i diritti dei meno fortunati, negli USA il nuovo Presidente firma una legge che estende la copertura sanitaria a 4 milioni di bambini americani che finora ne erano esclusi. Una bella differenza di comportamento e di lungimiranza politica, non vi sembra ?
Lupo.

mercoledì 31 dicembre 2008

Un auspicio per il 2009


Un anno fa, in occasione delle festività natalizie, avevo inserito nel post augurale una foto di Ingrid Betancourt. Oggi, volendo continuare a segnalare figure di donne la cui storia personale e politica si impone in tutto il mondo, mi sento di dedicare il post di Capodanno ad Aung San Suu Kyi.
Con l'augurio che finalmente la sua lotta per la democrazia in Birmania abbia successo.

Un saluto a tutti. Lupo.

mercoledì 17 dicembre 2008

La Città della Speranza

Ne aveva appena parlato Gian Antonio Stella sul Corriere, elogiando il fatto che in poco tempo i soci della Fondazione Città della Speranza di Padova, col contributo finanziario dei tanti donatori, con l'appoggio di Comune, Provincia, Camera di Commercio, Consorzio ZIP (senza dimenticare il progetto "regalato" dall'arch. Portoghesi) riusciranno a costruire la Torre della Ricerca. Si tratta di una nuova struttura dedicata allo studio ed alla cura delle leucemie infantili, ambito nel quale peraltro già la città del Santo si distingue col suo Dipartimento di Pediatria, sostenuto sempre dalla Fondazione di cui sopra.
Per conoscere cosa è e cosa fa la Città della Speranza, nonchè i particolari di questa nuova straordinaria costruzione di 10 piani in cui potranno lavorare centinaia di ricercatori, si può dare un'occhiata all'articolo di ieri.
A me interessa mettere in risalto un'altra cosa, molto spiacevole purtroppo. Infatti, durante la cerimonia della posa della prima pietra, alla presenza delle solite autorità accademiche e politiche ma soprattutto dei soci della Fondazione, c'è stato uno scambio violentissimo di ingiurie fra il Governatore Galan ed il Sindaco di Padova Zanonato.
Galan, portando ad esempio l'efficacia dell'intervento dei privati, appunto, nella realizzazione della Torre della Ricerca alla quale si sta dando il via, non può fare a meno di rimarcare il suo totale disaccordo con quanti da sinistra si oppongono al project financing sul quale la Regione intende basare la prossima creatura della sanità veneta, cioè il nuovo ospedale di Padova, che sarà l'opera italiana più importante in ambito sanitario. Secondo lui la CGIL va spacciando l'idea che portare avanti questo progetto significa svendere ai privati la sanità pubblica. E allora ... giù botte ! Zanonato, che è un po' fumantino pure lui, non ci sta e quindi la cagnara è degenerata. L'episodio l'hanno mostrato in TV, quindi la brutta figura è stata garantita urbi et orbi.
E' da parecchio tempo che Galan si atteggia in modo provocatorio e violento; anche lui come il suo grande capo non accetta critiche nè osservazioni. Indubbiamente Galan e Zanonato non si amano, tra loro c'è della vecchia ruggine, questo è certo; ma l'attacco contro la CGIL ed i "comunisti" m'è sembrato francamente fuori luogo, esagerato ed irresponsabile.
Mi astengo da ulteriori commenti, limitandomi a riportare il giudizio di un assessore patavino presente, il quale ha detto: "mi sento umiliato, mai la politica aveva dato, tanto più in un' occasione di generosità, un così basso spettacolo di se stessa".

Buona giornata. Lupo.

martedì 16 dicembre 2008

1938, le leggi antiebraiche e la Chiesa Cattolica


Nel settantesimo anniversario, condannando l'infamia delle leggi razziali volute dal fascismo, il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha avuto parole chiare e secche circa "la propensione al conformismo" degli italiani, dimostrata non soltanto nella vergognosa occasione delle leggi antiebraiche, ma in precedenza anche con l'atteggiamento tenuto in genere dalla nostra popolazione circa la politica coloniale.

Fini ha detto: "... l'ideologia fascista da sola non spiega l'infamia, c'è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata, nel suo insieme, alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica".

Sono perfettamente d'accordo con lui. Naturalmente si sono subito avute un sacco di proteste dai "cattoliconi" (così li chiamo io) subito pronti a lamentarsi, che non è vero, che i preti hanno salvato parecchi ebrei, che la Chiesa ha fatto la sua parte, ecc. Le solite cose.
Resta il fatto, però, che la posizione ufficiale del Vaticano contro il massacro degli ebrei non ci fu, questo è incontestabile.
Penso che i prossimi giorni la polemica pro-contro Fini salirà di tono. In ogni caso (per quello che può contare la mia opinione) non mi è dispiaciuta la dura, ed onesta, presa di posizione del Presidente della Camera.
Lupo.

mercoledì 3 dicembre 2008

Non ti puoi fidare di nessuno

Ormai è chiaro: non c'è da fidarsi di nessuno e di niente. Meno che mai del governo !
Mi sto riferendo ad una delle norme del decreto legge n. 185, che contiene le cosiddette" misure anticrisi" per famiglie e imprese. Vi ricordate il famoso sgravio fiscale del 55 % su certi lavori di ristrutturazione (tipo infissi e caldaie a condensazione) finalizzati al risparmio energetico ed alla riduzione dell’inquinamento ?
Ebbene, nel decreto di cui sopra sono stati infilati degli articoli che, di fatto, limitano ad 1 su 9 coloro che potranno usufruire dell’agevolazione. Alla faccia di quelli che hanno già fatto eseguire e pagato gli interventi.
Ricordo che tutto doveva essere rigorosamente in regola, certificato ed asseverato, infine pagato con bonifico bancario.
Ora, a parte l’idiozia di andare contro la tendenza, direi meglio, l’obbligo di risparmiare risorse ed inquinare di meno, questa è anche l’ennesima dimostrazione che noi cittadini siamo trattati a m…. in faccia, contando meno che nulla. Ma come si fa a rendere, oltretutto, retroattiva la norma in oggetto ? E’ vergognosa ed immorale la retroattività di questa decisione governativa. Non si possono cambiare le regole del gioco a partita iniziata: lo sanno anche i bambini. Invece con le norme previste anche gli interventi eseguiti e già pagati nel corrente anno rientreranno nei “tagli”.
Io, per fare un esempio, ci casco dentro in pieno: cosa mi rimane adesso ? Fare domanda dal 15 gennaio al 27 febbraio 2009 (si potrà inviare solo per via telematica, ma son sicuro che il sistema andrà in tilt subito !) e poi, siccome la domanda non sarà accettata, ripiegare sul rimborso del 36 % in 10 anni. Penso che parecchie famiglie abbiano messo in conto di eseguire questi lavori proprio perché indotte a ciò dalla possibilità di ottenere un bel risparmio (con rimborsi fiscali di soli 3 anni).
Mi sembra che ‘sta decisione sia la volontà malsana di far abortire sul nascere uno dei pochi progetti di risparmio energetico nel nostro Paese. Spero tanto che il PD la smetta di preoccuparsi di Murdock e di Sky e prenda invece a contestare duramente anche questo aspetto del decreto anticrisi, perlomeno parlandone. Ma al momento non vedo un granchè di opposizione in giro.
Ogni comportamento dei politici detentori del potere, specialmente il fatto che non si vergognano mai delle cazzate che fanno, spinge la gente a comportamenti conseguenti. Nel caso specifico, se non giungerà un diverso orientamento del governo, l’unico insegnamento da trarre sarà: fate i furbi, d’ora in avanti, non fidatevi mai e cercate ditte ed artigiani che lavorano in nero ! D’altra parte il Berlusca non ci aveva forse invitato ad evadere le tasse ?
Lupo

giovedì 27 novembre 2008

L'ultima della on. Carlucci


Quando, nei primi mesi dell'anno, scoppiò la questione della nomina del prof. Maiani a capo del CNR pensai di non aver capito bene. Mi sembrava inverosimile, infatti, che una ex-showgirl e conduttrice televisiva come la Carlucci, italoforzuta promossa alla Camera, avesse il coraggio spudorato di scrivere quella penosa lettera in cui affermava (proprio così) l'inadeguatezza scientifica di Maiani e tirava in ballo addirittura il parere di un premio Nobel.
Ma che ci volete fare, l'onorevole era componente della Commissione Cultura .... Ricordo che disse di essersi convinta (!) che Maiani non era il migliore scienziato possibile: naturalmente tutti si chiedevano su che cazzo basasse questa sua convinzione. Ma insomma la faccenda, esilarante per certi versi, fece fare alla Carlucci una figura talmente ridicola da consigliarle un atteggiamento più prudente per il futuro: in effetti la secca smentita del prof. Sheldon Lee Glashow avrebbe stroncato chiunque. Ma no, invece di limitarsi all'ambito dello Spettacolo, più rispondente alle sue caratteristiche, l'onorevole ha tentato altre incursioni. Avrebbe, ad esempio, cercato di inserire un paio di emendamenti in Finanziaria 2009 finalizzati alla “Riemersione di beni culturali in possesso di privati”, in realtà una specie di condono per tombaroli che sarebbe stato deleterio per i Beni archeologici, molto peggio dei tagli del poeta Bondi. (Ho usato il condizionale perchè al riguardo ci sono delle smentite, come in altri casi del resto, quando non si riesce a capire chi è stato a proporre certe nefandezze: però ci provano, e come).
Per inciso, per apprezzare fino in fondo la levatura della nostra onorevole, siccome è anche vice-presidente della Commissione bicamerale per l'Infanzia, qualche giorno fa ha avuto modo di dichiarare, a proposito delle classi ponte per i bambini figli di immigrati: "concordo pienamente con il giudizio positivo espresso dal presidente Berlusconi ..... la sinistra, come al solito, sa fare soltanto becera propaganda e irresponsabile disinformazione".
Vabbè, torniamo alla cultura.
L'ultima dell'on. Carlucci è: "via dal ministero chi critica Bondi".
Qual è il problema ? Sapete che il ministro Bondi, prefigurando la riforma dei Beni culturali, vuole mettere (l'ha già fatto ?) un grande manager a capo di tutti i Musei, una specie di super-direttore. La cosa non va giù a tante brave persone, anche dipendenti del ministero, che criticano tale decisione e la avversano apertamente, sottoscrivendo appelli in cui spiegano i motivi della propria contrarietà. Si tratta di gente con le credenziali a posto, fior di professionisti del ramo, mica rompic..... e basta. Ebbene, tutta ciò sta suscitando le ire della Carlucci, la quale non ne vuole sapere di opposizione. E' un film già visto, purtroppo, di questi tempi, non vi pare ? Comunque sia, vorrei dire alla onorevole di darsi una calmata e di attenersi magari ai modi civili tenuti proprio dal ministro Bondi nell'estate scorsa, durante la querelle col prof. Salvatore Settis, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. Se non ricordo male, il ministro fece pace col prof e affermò (meno male) "la legittimità di esprimere liberamente le proprie opinioni". Atteggiamento che dovrebbe essere normale in democrazia, ma che forse la ineffabile Carlucci non riesce ad apprezzare, visto anche il suo recente comportamento con "Le Iene", quando perdendo clamorosamente le staffe (e un'altra volta la faccia) fece una piazzata indecorosa.
Qui mi fermo e saluto. Lupo.

venerdì 14 novembre 2008

Prevedere ? No, meglio valutare


Ieri in Parlamento è stato accolto dal Governo un odg col quale esso si impegna a condividere, almeno in parte, le richieste portate avanti dal movimento dei Sindaci veneti in ordine al trasferimento del 20 % dell'Irpef ai Comuni.
Ricordate la "marcia su Roma" dei 400 Sindaci di qualche tempo fa ? In effetti era parso un movimento trasversale piuttosto interessante, democraticamente parlando.
Ho letto commenti positivi su quanto successo ieri. C'è un inghippo, però.
Attenzione ! Il documento approvato dice che il Governo "si impegna a valutare l'innalzamento fino al 20 % della compartecipazione al gettito Irpef in favore dei Comuni", mentre nell'originale non si diceva valutare, bensì "prevedere".
Sembra una differenza di poco conto, ma con questi marpioni abili a sfruttare ogni sotterfugio è meglio stare sul chi va là. Non vi pare ?
Lupo.