domenica 27 dicembre 2009

Buone Feste





Tra le prime rappresentazioni della Natività può considerarsi la scena qui sopra, tratta dalle catacombe di Santa Priscilla, che rappresenta l'adorazione dei Magi.

Con questa immagine giunga a tutti il mio augurio di Buon Natale e Sereno 2010.


Lupo.

sabato 19 dicembre 2009

Chi si ricorda del Millennium Bug ?


In questi giorni leggo di inchieste, sondaggi ecc. su "cosa salvare" dei primi dieci anni del Nuovo Millennio: e si tratta di libri, film, spettacoli in TV, canzoni ... A me interessa piuttosto il momento del passaggio di millennio. E debbo dire che mi pare un po' strano che se ne parli poco, a dieci anni di distanza. Soprattutto se si ricorda il battage del '99. Mi riferisco in particolare alla vicenda della temuta catastrofe evocata dal tanto strombazzato problema dell'Anno 2000. Lo ricordate ? Sui giornali ad ogni piè sospinto c'erano articoli per descrivere il fenomeno del Millennium Bug. Da pensionato che ha lavorato una vita nel campo dell'informatica riconosco adesso che ci fu tanta esagerazione. Noi addetti ai lavori preferivamo parlare di "uaitukèi", poichè ci servivamo dell'acronimo "Y2K": faceva più tecnologicamente corretto.
In due parole: al cambio di data, cioè passando dal 31 dicembre 1999 al 1 gennaio 2000, i computers di tutto il mondo (programmi ed archivi) nei quali l'anno era indicato con solo 2 cifre sarebbero andati in tilt ... Infatti, senza gli interventi atti ad evitare che dopo l'anno 99 (cioè 1999) aggiungendo 1 in uno spazio di memoria di due caratteri venisse fuori l'anno 00 (cioè 1900 invece che 2000), sarebbe successo un bel casino, no ? E' chiaro che non fare nulla, lasciare le cose così come stavano, sarebbe equivalso a mettere in crisi il sistema bancario e finanziario, il traffico aereo, le centrali, gli impianti industriali, le telecomunicazioni ecc. Per scongiurare questa catastrofe bisognava sostituire per tempo gli hardware vecchi (con a bordo schede embedded con l'anno a due cifre) e soprattutto aggiornare un sacco di software applicativo per ottenere ciò che si chiamava in gergo "Y2K compliance", ossia la piena compatibilità con l'anno a quattro cifre. Questo in estrema sintesi il problema, che mise in allarme i governi di mezzo mondo, costringendo tutti ad investire un sacco di soldi per:

1) adeguare il parco macchine e rinnovare le apparecchiature più datate
2) mettere all'opera schiere di programmatori per rivedere milioni e milioni di linee di codice, cioè i programmi
3) aggiornare gli archivi (i database) dove l'anno era stato registrato con solo gli ultimi 2 caratteri e portarlo a 4 caratteri.

Mi esprimo così perchè fui coinvolto anch'io in questa storia, nello speciale contesto della struttura informatica di una grande azienda sanitaria, basata su un sistema centrale di vecchio stampo: so che l'espressione "mainframe" dirà poco, oggi che innumerevoli PC hanno invaso il nostro quotidiano, ma vi assicuro che l'informatica c'era - e come - anche prima dell'avvento degli elaboratori personali !
Tornando a noi, posso testimoniare che, seppure ingigantita come spesso capita nei media, era proprio una faccenda vera, non inventata. Oltretutto molto costosa ! A livello centrale il governo aveva insediato il "Comitato anno 2000" e localmente ogni amministrazione, ogni azienda costituirono delle vere e proprie unità di crisi. Nel mio caso, trattandosi del comparto sanità pubblica, c'era poco da scherzare: vennero apprestate tutte le misure atte a fronteggiare le emergenze più delicate, del tipo, che so, in una rianimazione all'improvviso non funzionano più i respiratori o manca il riscaldamento nei reparti di degenza o al pronto soccorso si presentano decine e decine di persone contemporaneamente. Insomma, sembra facile, dopo; ma bisogna prevedere quanto si può, prima, altrimenti è un guaio. Alla fine tutto si risolse per il meglio, non capitò nessun dramma: gli aerei non precipitarono (e nemmeno le Borse), i soldi non sparirono dalle banche, i degenti restarono al caldo, internet continuò a funzionare e così via. Insomma, la vita continuò come prima, nonostante lo spauracchio del Millennium Bug e la fascinazione funesta dei millenaristi. (Il Comitato anno 2000 chiuse l'unità di gestione il 5 gennaio 2000). Tuttavia c'era stata fra noi addetti all'information technology una certa ansia, perchè nessuno aveva la certezza assoluta di come sarebbe andata a finire alla mezzanotte del 31 dicembre. A questo proposito, investito com'ero della responsabilità di coordinare l'affaire 2000, ricordo che durante gli ultimi mesi del '99 la nostra équipe di sviluppatori software fu impegnata per completare gli aggiornamenti e testare le modifiche apportate. Io ero sicuro, comunque, che qualcosa sarebbe andato male, perchè in certi casi il primo assioma della legge di Murphy è sacrosanto: infatti puntualmente si verificò che un maledetto figlio di p..... s'era dimenticato di aggiornare un programma ! Beh, poco male, era tutto nelle previsioni e noi eravamo lì proprio per sistemare le cose, no ? Comunque sia, giunta la fatidica sera del 31 dicembre, mi assunsi l'onere di provvedere in prima persona allo spegnimento dell'elaboratore centrale prima di mezzanotte ed al riavvio del sistema (bootstrap) dopo essere entrati nel 2000 (operazione caldamente raccomandata dalla casa costruttrice). Naturalmente, essendo collegato in internet, sapevo da ore che nei paesi dove il passaggio era già avvenuto ogni evidenza diceva: no problem ! dunque ero tranquillo, anche se un po' emozionato. Per inciso dirò che non era quella la mia prima notte in compagnia di un elaboratore, ma fu certo una notte speciale. Ecco, mentre la gente normale in quelle ore stava in casa o al ristorante a festeggiare l'anno nuovo, io partecipavo in solitudine ad un evento che ... ma dai, in fin dei conti non successe nulla, fu tutto normalissimo ! D'altra parte, come avrei potuto "sacrificare" qualcuno dei collaboratori più giovani e rovinargli la notte di San Silvestro ? Preferivo fare io una piccola rinuncia, perchè tanto, ormai, non mi importava più molto delle feste: l'ultimo dell'anno, poi, l'ho sempre considerato una pizza ... Per dirla tutta, non avrei lasciato quell'evento ad altri per nessun motivo, ma non lo potevo ammettere, allora !
Devo correggere qualcosa, però: prima ho detto che fui solo durante quelle ore, ma in realtà circa 30-40 minuti dopo la mezzanotte, quando tutto era già compiuto, capitò inaspettato il mio capo con in mano una bottiglia di champagne e due calici per brindare. Simpatico, no ? Brindammo alla nostra salute, anzitutto, poi allo scampato pericolo (direbbe l'onorevole Cetto Laqualunque: 'nto culo al millennium bug !) ma rivolgemmo "inter pocula" un pensierino anche al nostro direttore generale, al quale con la scusa dell'anno 2000 avevamo strappato una discreta sommetta che c'era servita per sostituire il vecchio sottosistema di backup con uno nuovo di zecca, molto più efficiente e pratico e, naturalmente, del tutto compatibile con l'anno 2000 !

Lupo.

venerdì 18 dicembre 2009

Che la terra ti sia lieve


Il "lungo" Paolo Barlera era stato una grande promessa del nostro basket. Cresciuto nella Virtus Bologna, la sfortuna l'ha perseguitato. Prima una grave malattia, scoperta nel 2000, con cui ha lottato e convissuto continuando a giocare anche nella massima serie nelle pause del male, e poi una serie di infortuni. Fino all'epilogo dell'altro giorno, quando la leucemia alla fine l'ha stroncato. Che tristezza, un ragazzo di 27 anni, un gigante di più di 2 metri ! Ma perchè succedono queste cose ? Questa notizia m'ha ricacciato nell'atmosfera tragica che ho vissuto anni fa, quando lo stesso tremendo male si portò via, vigliaccamente, un altro ragazzo a me caro, quasi un figlio.

Chiedo scusa per questa triste pausa meditativa, che cade nel bel mezzo dell'insopportabile ed ipocrita (per me) clima natalizio.
Lupo.

sabato 5 dicembre 2009

Il caso non è chiuso, caro il mio Feltri

La tardiva smentita di Feltri sul caso Boffo, pubblicata ieri su Il Giornale in risposta alla domanda di una lettrice, anzichè mettere la parola "fine" alla vergognosa campagna scandalistica di qualche mese fa orchestrata contro il direttore de L'Avvenire, dimostra secondo me il pessimo livello cui è confinata ormai l'informazione in questo Paese.
Infatti i giornalisti non si preoccupano di fornire al meglio delle possibilità notizie corrette, non controllano le fonti, ma si buttano nella bagarre in cerca di sensazionalismo e così via. Oppure, come nel caso di Feltri, adoperano tutta le loro capacità professionali ed i notevoli mezzi a disposizione per condurre una battaglia ideologica al servizio del potere. E così si riducono ad essere, in una parola, degli strumenti senza dignità.
Non saprei come altro definire un giornalista che, per distogliere l'attenzione mediatica dai problemi del suo capo e padrone, prima spara a zero contro il direttore de L'Avvenire fino a distruggerlo moralmente e professionalmente ed ora, tranquillo, come se nulla fosse successo, ammette di essersi sbagliato e chiede scusa. Non solo, ma decide che "il caso è chiuso". Eh no, caro mio ! Feltri ha la spudoratezza di ammettere che "si trattò di una bagatella e non di uno scandalo". Ma mi domando: e se disgraziatamente il Boffo, distrutto dallo scandalo, avesse commesso una sciocchezza (come è capitato in certe situazioni) basterebbe scusarsi per chiudere la questione ? Non credo proprio. Ma mi incavolo soprattutto quando Feltri dice che non si sarebbe occupato di Boffo .... se non avesse ricevuto certe informazioni da una fonte attendibile ! Semplicemente ridicolo, quando è noto a tutti che la campagna mediatica sulla omosessualità di Boffo fu architettata a freddo per dimostrare che tutti hanno scheletri nei propri armadi, ed il messaggio era: tutti colpevoli, nessun colpevole.
Ammetto che Feltri, già da tempo, non rientra nelle mie simpatie. Ma questo suo ripensamento non mi convince per niente, anzi, mi fa ritenere che si comporta spesso (di sicuro nel caso in questione) da quello che è, ossia un abile figlio di puttana.
Lupo.

martedì 1 dicembre 2009

Et erunt penes amari

Dal sito Ephemeris questo divertente resoconto sulle imprese del nostro "minister primarius".

Pro certo habeo fore ut Silvius in ius trahatur

“Omnes homines ante legem pares sunt”. Haec verba scripta sunt in Constitutione (Italiae), quae sacra omnibus, (ministro primario) Silvio (Berlusconi) quoque, consideranda est. Ille Silvius, in Longobardia natus atque omnium fraudum peritus, sibi videtur a magistratibus vexatus esse. Ab hoc stipendium meruit Ghedini (cuius facies vespillonem memorat...) orator, qui, captionum peritissimus, leges de temporis iudicii abrogatione in ius immitteret, ad melius protegendum dominum arcorensem, qui praeterea mulieri Veronicae magnam pecuniam propter divortium numerare debebit.

Pauca de isto scurra mihi liceat narrare.

Silvius olim in navibus cantavit gallica lingua utens; postea multos nummos cumulavit aedificationibus, libris, antemnis (ei maximo auxilio fuit socius cui nomen fuit Craxi), cautionum societatibus et aliis rebus. Ad melius protegenda negotia sua “descendit in agrum” (ita dixit sicuti qui in agrum descendunt ad pila ludendum), novam factionem suo sumptu creavit (Vis Italia). Multis criminibus contra rem publicam commissis (tributa non contulit, iudices corrupit, oratori anglico nomine Mills sescenta milia americanorum nummorum dedit ut in iudicio de corruptione mendacium adfirmaret et cetera…).

Appropinquantibus iudiciis, timens ne ad vincula damnaretur, novus Catilina (de eodem Silvio loquimur) imperavit servis suis: “ me defendite a iudicibus, etsi multa alia crimina abroganda erunt. Hoc mea non interest, negotia mea tantum mihi cara sunt ”.

Scito autem novus Catilina optimum Napolitanum, Iudices de Constitutione defendenda, omnes cives probos atque popularem causam defendentes omni modo eius insolentiae obiecturos esse. Pro certo habeo has novas leges pro Silvio contra Legem supremam esse et, quam ob rem, abrogandas.

…Et erunt penes amari (vulgo his temporibus aliquis dicat)!


Dominicus Gallipoli, qui in urbe Matheola vitam agit, has nugas scripsit

- 30/11/2009 16h43