domenica 23 agosto 2009

Titolo facile: zero tituli !

Ho seguito in TV le gare dei mondiali di atletica di Berlino, che oggi si chiuderanno con "zero tituli" per l'Italia. Ho anche letto diversi articoli e commenti, e mi sono ulteriormente convinto sul perchè del fallimento della squadra italiana. So di non dire niente di nuovo o di speciale a proposito, e nemmeno voglio sminuire il sacrificio e la performance di alcuni dei nostri ragazzi, i quali forse di più non avrebbero potuto fare. Ma il dato di fatto è lì, sta scritto e c'è poco da fare, se non prendere atto che qualcosa non va. Da parecchio tempo, direi. Dunque un sacco di Paesi (32 mi sembra) hanno conseguito delle medaglie, ma noi no, non ci siamo. Credo sia la prima volta che questo succede, ma forse è un bene. Così non ci sono più alibi e, come qualcuno ha scritto, non c'è nemmeno la foglia di fico della medaglietta di bronzo che salva la spedizione. E' chiaro che l'atletica deve essere rifondata, nel senso che bisogna ricostruire (come si dice) il "movimento" dalle radici. In altre parole ripartire dalla scuola. Non capisco perchè il CONI non intervenga con forza sul Governo per riportare lo sport nella scuola, ottenendo i finanziamenti e le risorse tecniche necessari. Sono un inguaribile ottimista, lo so, e continuo a sognare. E nel mio sogno vedo anzitutto che le ore di educazione fisica, fin dalle medie inferiori, vengono aumentate e sono impartite da insegnanti specializzati, all'interno di strutture adeguate. E poi vedo persino che se un ragazzo eccelle nello sport viene valorizzato ed aiutato dal corpo insegnante, pur in presenza di carenze in alcune materie, sì da progredire comunque nella carriera scolastica. Un po' come succede negli States, no ? Ma la realtà è ben diversa e temo che il mio sogno sia di difficile realizzazione, visto che i ministri della pubblica istruzione fin qui hanno fatto poco o nulla per incentivare lo sport di base, ossia l'atletica, nelle scuole: addirittura qualcuno ha avuto l'originale pensata di abolire le ore di educazione fisica ...
Ritengo che sia questo il principale motivo dell'attuale crisi. Non l'unico, però. Vanno considerati anche altri aspetti, ad es. il fatto che in Italia tutto gira intorno al calcio (soldi compresi) e ci si ricorda di certe discipline sportive (i cosiddetti sport minori) soltanto in occasione delle Olimpiadi, quando sono utili a rimpolpare l'esiguo medagliere: finiti i Giochi, chissenefrega della marcia, del pugilato, della ginnastica, del tiro con l'arco, della lotta greco-romana ecc. Ora, sia chiaro, l'atletica non è uno sport minore, tutt'altro ! Anzi, dovrebbe essere la regina degli sport, ma purtroppo oramai da tanti anni la stiamo trattando come una cenerentola, a tutti i livelli, dai vertici federali in giù. Ci mancano i dirigenti capaci ed i bravi tecnici, che una volta il mondo ci invidiava (penso a Calvesi ed a Vittori). Non solo, non sappiamo servirci della preziosa collaborazione di alcuni grandi ex-atleti (v. Mennea, Tilli, Panetta ...) e falliamo miseramente nella gestione di quei pochissimi talenti di cui disponiamo (vedi il caso del lunghista Howe).
Tutto ciò mentre si offre alla nostra gioventù, anche per nostre colpe, uno squallido panorama di tronisti e veline, che mal si concilia con lo spirito di sacrificio e la passione necessari per dedicarsi all'atletica. D'altra parte, se è vero che a livello amatoriale c'è una crescita costante di gente che corre, gioca a calcetto, va in mountain-bike, frequenta piscine, pratica gli sport invernali ecc. e dunque è attenta al benessere psico-fisico ed alla propria salute, è altrettanto vero che non si vedono in giro degli atleti "amatori". Infatti l'atletica è uno sport di base, preliminare e preparatorio alla disciplina che eventualmente il ragazzo in seguito sceglierà di praticare, perchè più gradita o adatta alle sue caratteristiche. Solo alcuni, pochi inevitabilmente, decideranno di dedicarsi all'atletica agonistica. Ma il punto è proprio questo. Se la base dei praticanti in età scolastica è sempre più ristretta, sempre di meno saranno poi gli atleti agonisti su cui contare. E di talenti veri ne nascono pochi: come si sa, qui da noi non si respira l'aria della Jamaica.
Lupo.

giovedì 6 agosto 2009

Pensieri al caldo


Nei pressi della mia abitazione è attivo (eccome !) un ambulatorio veterinario in cui sono praticate anche prestazioni non propriamente sanitarie, come ad es. toelettature, bagni, trattamenti per il mantenimento del mantello ecc.ecc. Insomma, tutto quanto attiene alla salute ed al benessere di cani e gatti (soprattutto).
Ora, non è che io ce l'abbia con i nostri amici a quattro zampe o con i loro detentori. Ci mancherebbe. Tuttavia è da un po' che vorrei esprimere qualche considerazione sull'argomento "animali d'affezione".
Anzitutto, quando vedo interi scaffali nel supermercato dedicati all'alimentazione dei quadrupedi in argomento, con offerte quasi più numerose e variate rispetto ai prodotti per l'infanzia, beh, qualche leggero fastidio lo provo, specie pensando alla montagna di soldi che l'Occidente ricco spende per queste cose mentre, al contrario, lesina gli aiuti umanitari al terzo/quarto mondo. Se non ricordo male, una volta gli animali che si tenevano in casa venivano nutriti quasi esclusivamente .... con gli avanzi. Ma oggi non ci sono più avanzi. Oggi si butta via tutto.
Seconda considerazione. Mi capita talvolta di sentire signore più o meno in età rivolgersi al loro cane con espressioni tipo: "vieni dalla mamma !" e simili. Ho notato, poi, che s'è diffusa l'abitudine di "battezzare" cani e gatti con nomi da cristiano. Dunque la scena è perfetta, no ? La signora ordina al suo barboncino: "Filippo, vieni subito dalla mamma !". Resto allibito, proprio non riesco a tollerare che ci si rivolga ad un animale come se fosse un bambino. Secondo me si è stravolta la scala dei valori, gente così è fuori di testa.
Ma la cosa che mi dà veramente da pensare è la seguente. Spesso c'è coda davanti all'ambulatorio che, come dicevo prima, è molto frequentato. Dunque si utilizzano i numeretti per la fila, come al supermarket. E fin qui nulla di strano, certo. Ma è possibile che mai una volta abbia sentito, passando lì vicino, qualcuno lamentarsi perchè bisogna aspettare troppo e magari bisticciare con l'altro che non rispetta la priorità o cose del genere ? Niente di tutto ciò: pazienti e zitti, tutti attendono il proprio turno. Ah, dimenticavo: per queste prestazioni, che io sappia, non interviene la mutua, qua si paga profumatamente. Va bene che poi, con la dichiarazione dei redditi, certe spese si possono detrarre; ma intanto ... si paga. Allora mi figuro queste stesse persone (sono sicuro che succede così) in fila ad uno sportello, che so, della Azienda Sanitaria. E vedo che sbuffano e si lamentano perchè gli tocca sempre aspettare, gli tocca sprecare il proprio prezioso tempo e pagare anche il ticket, poi ... e insomma, ha ragione Brunetta a dire che gli impiegati pubblici sono fannulloni buoni a nulla, in fin dei conti siamo noi che gli paghiamo lo stipendio ... e via dicendo.
Mi figuro queste cose, e sorrido fra me e me. Come non sorridere, infatti, nel constatare che qui, in attesa davanti all'ambulatorio veterinario, nessuna lamentela, tutto va bene, e soprattutto non v'è traccia del problema della quarta settimana ?
Cordiali saluti e mi scuso se queste parole possono aver offeso la sensibilità animalista di taluno. Lupo.