giovedì 30 aprile 2009

Internet e democrazia

Tempo fa (a febbraio) avevo postato qualcosa circa la legalità su internet ed i tentativi da parte di alcuni parlamentari di demonizzare la Rete, introducendo forme di censura ministeriale.
Oggi c'è una buona notizia al riguardo. Infatti l'emendamento D'Alia, il famigerato emendamento del senatore UDC, è stato tolto di mezzo da quello presentato dall'on. Cassinelli, finora uno dei pochissimi parlamentari che abbia dimostrato di capire qualcosa del problema Rete.
Oggi in certo senso si può festeggiare, perchè c'è stata una vittoria ! Per approfondimenti si possono leggere l'articolo dell'avv. Scorza ed anche le notizie riportate nel blog AppuntiDigitali.
Conviene sempre, comunque, continuare a vigilare per difendere la libertà d'informazione.
Buona giornata. Lupo.

mercoledì 29 aprile 2009

A proposito di Veronica e la "candida puellula"

Non so quanto corretto e storicamente appropriato sia il riferirsi, in questi giorni, alla parola latina "candidatus" per vedere in essa il significato di puro, pulito, onesto. Non sono un latinista ma, se non ricordo male, nell'antica Roma la toga indossata da chi si presentava alle elezioni veniva sbiancata unicamente per una maggiore visibilità del soggetto interessato alla competizione elettorale. Senza scomodare troppo l'etica, ma solo per praticità: tipico habitus romano.
Comunque sia, stante l'accusa di ciarpame senza pudore indirizzata dalla Signora Berlusconi alla "candidatura" di donne dello spettacolo da parte del PDL, forse due parole su veline e velinismo in politica non sono del tutto fuori luogo.
Vorrei precisare subito che non mi interessano i fatti personali e le liti in famiglia di mister B., nè tantomeno il gossip, che sembra peraltro essere emblematico della situazione italiana.
A questo proposito confesso di aver letto oggi molti commenti alla recentissima esternazione della Signora, anche su quotidiani filo-governativi tipo Il Giornale e Libero. Ne ho ricavato delle considerazioni di cui non mette conto, qui, riferire. Infatti sono più o meno le stesse ricavate in occasione della precedente esternazione della Signora, quella dopo la frase di mister B. sulla Carfagna: "me la sposerei, se non fossi già sposato", vi ricordate ? D'altra parte, chi è contro Berlusconi gode nel vederlo attaccato un'altra volta dalla moglie; al contrario, in coloro che parteggiano per LUI, l'ammirazione non viene scalfita minimamente da fatti che sono considerati sciocchezze, ovvero pretestuosa propaganda della solita sinistra (al riguardo, stavolta l'articolo di Feltri m'è sembrato una debole e poco intelligente difesa d'ufficio, non all'altezza della persona, di solito capace e indipendente).
Tornando a noi, non voglio pensare che tutta la politica italiana sia ridotta ormai allo stile Bagaglino ed alle "gnocche" più o meno televisive. Dunque ritengo giusto evidenziare che la Signora Berlusconi ha voluto fare un discorso un po' più alto e impegnativo rispetto alla mera e riduttiva constatazione che l'anziano consorte non riesce a stare, nemmeno in politica, "sine candida puellula", come diceva Orazio. Il quale era un poeta, perbacco ... mica il presidente del consiglio !
L'espressione "voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo vittime e non complici" suona come un macigno, ma io ci vedo non soltanto irritazione ed amarezza, come dire, personali ed intime. Ci vedo qualcosa di più. A me pare che, criticando il comportamento a dir poco spregiudicato della politica circa le candidature ed il ruolo delle donne all'interno del PDL, le sue parole cerchino di scuotere la gente (gli elettori del PDL ?) dal letargo intellettuale in cui li ha gettati "l'imperatore". Cioè, insomma, non si tratta soltanto di una bega fra marito e moglie, che potrebbe e dovrebbe essere risolta all'interno della famiglia, senza fare piazzate: che è la tesi sostenuta, poi, dai fans di mister B., ai quali non par vero di far passare la Signora per una casalinga frustrata e rompicoglioni. Nella sua presa di posizione, invece, mi sembra di cogliere qualcosa di più importante e significativo, qualcosa che denota un certo spessore umano e culturale. Che, pur con i distinguo del caso, mi fa tornare alla mente il personaggio sfortunato di Elide del film C'eravamo tanto amati, ricordate ? Elide, la quale per amore del cinico e arrivista marito Gianni si impegna allo stremo per essere alla sua altezza, cerca di crescere culturalmente, si sforza di leggere e di "raffinarsi", alla fine diventando una persona migliore. Migliore di suo marito, senza dubbio.
Lupo.

domenica 19 aprile 2009

On est une femme tout simplement

Vorrei con questa canzone offrire un omaggio ad ogni donna che entra negli ... anta, in particolare a mia figlia che proprio in questo mese compie gli anni. Auguri Alessandra !!!




Au soleil de mes 18 ans,
Je voguais sur des bateaux ivres
Et les Rimbaud de mes tourments
étaient des poésies à suivre
Je voyageais au gré du vent
Des bords de Loire aux Caraïbes
J'avais le coeur comme un volcan
Et j'aimais la fureur de vivre
Quelques années après pourtant

Ma vie ressemblait à un livre
Je tournais les pages d'un roman
Où tout me semblait trop facile
J'ai eu le succès et l'argent
Et j'ai connu le mal de vivre
J'ai dépensé beaucoup de temps
Avant de pouvoir vous le dire

Entre l'automne et le printemps
On est une femme à 40 ans
L'amour et l'amitié s'arrangent
Dans un bonheur qui se mélange
On est une femme à 40 ans

On est une femme tout simplement
On a la force et l'expérience
On sait tout pardonner d'avance
J'ouvre les yeux et maintenant
Le soleil a brûlé mes larmes
Je suis bien dans mes sentiments
Et la solitude a son charme
Je ne regrette rien vraiment
Autour de moi la mer est calme
Les Rimbaud de mes 18 ans
N'osent pas m'appeler Madame

Entre l'automne et le printemps
On est une femme à 40 ans
L'amour et l'amitié s'arrangent
Dans un bonheur qui se mélange

On est une femme à 40 ans
On est une femme tout simplement
On a la force et l'expérience
On sait tout pardonner d'avance

On est une femme à 40 ans
On est une femme tout simplement

mercoledì 15 aprile 2009

L' informazione: il coraggio e la libertà

Dal 6 di aprile ad oggi sono restato senza parole, svuotato e quasi tramortito dalla immane catastrofe successa in abruzzo. Ho seguito le notizie in radio e tv, ho letto i giornali, soprattutto ho cercato informazioni in rete, ma non ho avuto la forza di commentare, di dire qualcosa anch'io (come in tanti hanno fatto nei loro blog). Ad un certo punto mi sono chiesto se non fosse, la mia, una specie di vigliaccheria ... che ne so ?
Oggi mi va di dire qualcosa, non tanto sul sisma, quanto sull'informazione attorno all'evento che mai come in questi giorni è stata dilagante e pervasiva. A questo riguardo, senza farmi condizionare dalle recenti polemiche suscitate dalla trasmissione di Santoro ma rimanendo sulle generali, debbo confessare di avere la netta impressione che nel nostro paese, stante il regime che vi si è ormai instaurato, non esista più una vera libertà di informazione nè tantomeno di critica.
Infatti i media, tranne pochissime eccezioni, si sono omologati tutti sull'opportunità' di far passare il seguente messaggio: ottimismo, fiducia, quanto siamo bravi ed uniti nell'emergenza, il governo fa e farà tutto il possibile, va tutto bene, siamo capaci da soli a fronteggiare l'emergenza, la nostra protezione civile è la migliore del mondo, ecc. Ed il largo sorriso di mister B. che si spande all'intorno, messianico quanto e più di un pontefice. Ma siamo sicuri che le cose stiano veramente così, che la situazione sia questa, che non sia presente una certa disorganizzazione ? Si dice, ad es., che i soccorsi abbiano trascurato alcuni borghi lontani da l'Aquila, che tra il vestiario distribuito non manchi la robaccia, che i bravissimi vigili del fuoco siano poco coordinati in alcune incombenze (tipo le liste di accesso alle abitazioni per recuperare qualcosa), ed altro ancora. Qualcuno si è domandato che fine abbiano fatto i clandestini che, pare, dormivano negli scantinati del centro. Se questa cosa è vera, perchè nessuno ne ha parlato, magari per smentirla ?
Ma il punto, secondo me, è un altro: la stampa, le radio e le tv, le trasmissioni varie, insomma i mezzi di informazione, possono esporre i fatti in maniera obiettiva, mostrando anche le cose negative ? Oppure devono sempre e comunque fornire un'immagine positiva dell'italia, rassicurare la gente, nascondere le difficoltà ? Ormai, qui da noi, non appena uno s'azzarda ad esporre una critica, pur se documentata e basata su fatti incontrovertibili, viene tacciato d'essere "contro" per partito preso, bugiardo e comunista ! Persino i corrispondenti dei principali giornali stranieri sono stati "richiamati all'ordine": la Farnesina, infatti, li ha garbatamente invitati ad essere meno critici nei confronti del nostro paese (si veda a questo proposito l'articolo di ieri di B. Valli su Repubblica).
Sappiamo che questo atteggiamento risale a mesi fa, fin dal momento in cui mister B. ha deciso che bisognava tacere la gravità della crisi economica e spargere ottimismo a piene mani. Tuttavia, secondo il mio modesto parere, non è sufficiente il clima di acquiescenza e di servilismo che questo governo ha saputo diffondere (con la complicità di troppi concittadini, purtroppo) a spiegare il fatto che quasi tutti i professionisti dell'informazione si sono adattati a fare semplicemente i portavoce: bisogna proprio che si sia diffusa tra di loro una certa povertà culturale, civile, di coscienza, financo una mancanza di coraggio, se ci tocca di assistere (ripeto, tranne poche eccezioni) ad un tale appiattimento deprimente del giornalismo italiano. Forse il mio giudizio è troppo duro, e magari dipende dal fatto che sono incazzato per la mancanza di una vera opposizione a questo governo. O forse mi aspetto troppo dai giornalisti, proprio nel momento in cui la carta stampata è in crisi in molte parti.
Comunque sia, sono d'accordo con Clay Shirky del Guardian quando afferma "Society doesn't need newspapers. What we need is journalism." E non posso fare a meno di pensare al povero e coraggioso Giancarlo Siani, che giornalista voleva diventare per raccontare la verità, anche a costo della vita. Non pretendo il martirio, ma che almeno si raccontino i fatti come stanno, senza tacere le cose che potrebbero dispiacere ai potenti !
Lupo.