mercoledì 31 dicembre 2008

Un auspicio per il 2009


Un anno fa, in occasione delle festività natalizie, avevo inserito nel post augurale una foto di Ingrid Betancourt. Oggi, volendo continuare a segnalare figure di donne la cui storia personale e politica si impone in tutto il mondo, mi sento di dedicare il post di Capodanno ad Aung San Suu Kyi.
Con l'augurio che finalmente la sua lotta per la democrazia in Birmania abbia successo.

Un saluto a tutti. Lupo.

martedì 30 dicembre 2008

Anno nuovo ... vita vecchia !

Mi sa tanto che l'espressione del titolo, mai come questa volta, potrebbe risultare azzeccata e beneaugurante. Infatti il migliore augurio per il 2009 è quello di non cambiare rispetto al passato, di mantenersi allo stesso livello di prima, anche se non era un granchè. Con la crisi che stiamo vivendo in questo ultimo scorcio del 2008, ma specialmente con un futuro che si annuncia ancor peggiore (nonostante le quotidiane iniezioni di ottimismo che ci propinano) qualsiasi novità potrebbe avere carica negativa. Speriamo bene !
Forse anche per questi motivi oggi preferisco, anzichè guardare al futuro, rifugiarmi in certo senso nel passato: pertanto vi propongo la lettura di un racconto postato giusto un anno fa, quand'ero alle prime armi in questo blog, dal titolo Sul Capodanno e dintorni.
Buona lettura e, soprattutto, tanti auguri di vita vecchia.
Lupo.
    

domenica 28 dicembre 2008

La replica di Allevi


Non poteva mancare la replica di Allevi alla velenosa intervista rilasciata da Uto Ughi.

Infatti stamattina, sempre su LaStampa.it, il giovane pianista si difende dalle accuse del Maestro con argomentazioni, a mio modesto parere, pertinenti ed in ogni caso meritevoli di considerazione.

In particolare Allevi sostiene di essere un sognatore, non un presuntuoso, e di tendere solo a realizzare il suo progetto di "nuova musica colta contemporanea, che recuperi il contatto profondo con la gente". Egli dice poi che il mondo della musica classica è malato e che solo in pochi si spartiscono il potere, come qualsiasi altra lobby o casta impegnate a "perpetrare la propria concezione dell’arte e la propria esistenza".

Il giovane pianista sembra avere diverse frecce al suo arco, bisogna riconoscerlo, specie laddove rifiuta l'accusa di essere un profittatore dell'ignoranza della gente facendo il furbetto.

Egli dice, inoltre, press'a poco: non ricopro ruoli istituzionali, non ho festival a me intitolati, non ho potere nel mondo della musica, ma mi si accusa di stare nel cuore della gente, dei giovani, come altri vorrebbero fare senza riuscirci.

Penso che la lettura dell'articolo sopra citato possa contribuire al chiarimento della querelle.

Ciao. Lupo.

venerdì 26 dicembre 2008

Uto Ughi vs. Giovanni Allevi

Ho letto su LaStampa.it del 24 dic. un'intervista di Uto Ughi a proposito del concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica, con protagonista assoluto il pianista Giovanni Allevi.
Il grande violinista non digerisce il successo di Allevi, che addirittura lo “offende come musicista”. Nel corso dell'intervista Uto Ughi in pratica demolisce Allevi, non sopportando la fortuna mediatica che gli arride, del tutto ingiustamente secondo lui, dato che non è per niente un vero musicista, tanto meno un compositore. Come pianista, poi, non è altro che “un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein” e oggi non sarebbe neanche ammesso al conservatorio ! Insomma, a parer suo, il giovane Allevi sarebbe un furbetto che approfitta del relativismo cultural-musicale per ottenere un successo del tutto immeritato, oltretutto con la complicità colpevole delle Istituzioni che avvalorano “un simile equivoco”. Ad onor del vero sono tanti i detrattori del pianista-filosofo-scrittore-compositore marchigiano, infastiditi dal clamore della sua fortuna presso il pubblico giovanile. Ma tant'è, quello che naviga col vento in poppa ha sempre trovato chi lo vorrebbe affondare: conosciamo l'invidia, no ? Con questo vizio capitale il maestro Uto Ughi non c'entra nulla, certo. Però m'ha colpito la durezza con la quale il grande violinista si è espresso. Probabilmente Ughi ha il dente avvelenato per la riduzione dei finanziamenti statali alla cultura ed è molto risentito con le Autorità che sovrintendono al settore dei teatri, dei conservatori, della musica “colta” in genere: tutta gente che, a suo giudizio, non è all'altezza. Da questo punto di vista, come dargli torto ?
Ho una grande considerazione per l'eccellenza artistica di Ughi, il quale rappresenta il meglio dell'arte italiana nel mondo; ed apprezzo quanto egli sta facendo per la diffusione e lo sviluppo della cultura e della musica nel nostro Paese, lottando certe volte proprio contro la stupidità della scuola e della politica. Peraltro, nel caso specifico, mi pare che sia andato un pochino fuori dalle righe. Premetto che non sono un esperto, tutt'altro, quindi non mi vorrei avventurare su un terreno troppo arduo per me. Ma una cosa la voglio dire, partendo da un esempio ben noto. Abbiamo tutti colto la diffidenza suscitata nei musicofili dalle esibizioni dei Tre Tenori e l'orrore generato nei "puristi" da eventi nazional-popolari ed essenzialmente mediatici tipo Pavarotti & Friends.
E credetemi, persino io, nonostante la mia ignoranza musicale, sono stato in grado di capire la differenza fra il Pavarotti degli ultimi anni ed il magnifico tenore che interpretava Nemorino (con la Sutherland nella parte di Adina) in un disco del 1970, mi sembra.
Tuttavia se la musica “colta” esce dai luoghi istituzionali per andare verso il grande pubblico e la gente comune, a me questo sembra essere un fatto positivo, comunque. Ecco perchè mi permetto di considerare il “fenomeno” Giovanni Allevi in modo un po' più positivo di quanto non esprima la critica feroce e quasi integralista di Uto Ughi, con tutto il rispetto per il suo valore ed il suo peso artistici. Voi che ne dite ?
Lupo.

martedì 23 dicembre 2008

Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo


Quest'anno sono decisamente in cerca di ... novità: dunque anche per ciò che riguarda le tradizionali immagini natalizie, che solitamente inseriamo per abbellire i post e persino il layout dei nostri blog, ho deciso un cambiamento.
Pertanto non vedrete gif animate, fiocchi di neve, alberelli, babbi natale, caminetti ecc. ma soltanto questa immagine sopra riportata.
Si tratta di una splendida, giovane donna del Mozambico (ritratta da mio nipote Marco che opera attualmente in quella terra africana per conto di una ONG). 
Ecco, al di là di ogni facile predica anticapitalistica, questo vorrei fosse il fiducioso sorriso con cui poter guardare tutti al nuovo anno, in primis le giovani generazioni del cosiddetto terzo mondo. 
Ciao. Lupo.
  

giovedì 18 dicembre 2008

Racconto di Natale

Come prima cosa vi "racconto" cosa ho pensato di regalare il prossimo Natale. Oddio, per la verità già da diversi anni ho deciso di non fare più regali a nessuno, perchè proprio nauseato da tutto questo consumismo sfrenato: un insulso rituale, ormai svuotato di senso (non parliamo di quello religioso, poi). E infatti, un certo giorno in prossimità delle feste, ho avvisato tutto il parentado che da quel momento in poi non avrei voluto ricevere più doni nè li avrei più fatti: e facevo presente che la somma, ordinariamente stanziata per la bisogna, l'avrei destinata ad una donazione all' AIL. Questa è ormai diventata consuetudine nella mia numerosa famiglia, nonostante un certo iniziale sconcerto.
Tuttavia stavolta attuerò una piccolissima modifica alla mia condotta, che però spero possa essere vista come una gradevole eccezione alla regola. Si tratta di questo. Qualche giorno fa m'è venuto in mente di provare a raccogliere alcuni post pubblicati in questo blog (che ha compiuto da poco un anno) in modo da creare un piccolo libriccino. Ho aggiunto alcuni commenti fatti da me su blog amici e .... presto fatto, il libriccino era pronto ! Per la stampa ho pensato di rivolgermi al servizio fornito dal portale del self-publishing che si chiama ilmiolibro.it.
Cosa ne pensate dell'idea che m'è passata per la testa ? Io ho ritenuto che poteva essere un'occasione per far conoscere a tutti i miei parenti come trascorro un po' delle mie giornate da pensionato, appunto navigando di qua e di là per incontrare amici su internet.
E poi mi pareva che questa cosa potesse risultare un simpatico "presente" natalizio diverso dai soliti, più vero e fatto proprio da me, quasi intimo come può essere in fin dei conti un blog personale. Sono convinto che molti avranno avuto la mia stessa idea.
Come seconda cosa, e vi assicuro che non si tratta di pigrizia ma di poco tempo a disposizione, vi invito a rileggere un mio post di un anno fa sul Natale, che potete trovare qui e che secondo il mio interessato parere non è niente male.
Grazie ed a risentirci per gli auguri. Lupo.

mercoledì 17 dicembre 2008

La Città della Speranza

Ne aveva appena parlato Gian Antonio Stella sul Corriere, elogiando il fatto che in poco tempo i soci della Fondazione Città della Speranza di Padova, col contributo finanziario dei tanti donatori, con l'appoggio di Comune, Provincia, Camera di Commercio, Consorzio ZIP (senza dimenticare il progetto "regalato" dall'arch. Portoghesi) riusciranno a costruire la Torre della Ricerca. Si tratta di una nuova struttura dedicata allo studio ed alla cura delle leucemie infantili, ambito nel quale peraltro già la città del Santo si distingue col suo Dipartimento di Pediatria, sostenuto sempre dalla Fondazione di cui sopra.
Per conoscere cosa è e cosa fa la Città della Speranza, nonchè i particolari di questa nuova straordinaria costruzione di 10 piani in cui potranno lavorare centinaia di ricercatori, si può dare un'occhiata all'articolo di ieri.
A me interessa mettere in risalto un'altra cosa, molto spiacevole purtroppo. Infatti, durante la cerimonia della posa della prima pietra, alla presenza delle solite autorità accademiche e politiche ma soprattutto dei soci della Fondazione, c'è stato uno scambio violentissimo di ingiurie fra il Governatore Galan ed il Sindaco di Padova Zanonato.
Galan, portando ad esempio l'efficacia dell'intervento dei privati, appunto, nella realizzazione della Torre della Ricerca alla quale si sta dando il via, non può fare a meno di rimarcare il suo totale disaccordo con quanti da sinistra si oppongono al project financing sul quale la Regione intende basare la prossima creatura della sanità veneta, cioè il nuovo ospedale di Padova, che sarà l'opera italiana più importante in ambito sanitario. Secondo lui la CGIL va spacciando l'idea che portare avanti questo progetto significa svendere ai privati la sanità pubblica. E allora ... giù botte ! Zanonato, che è un po' fumantino pure lui, non ci sta e quindi la cagnara è degenerata. L'episodio l'hanno mostrato in TV, quindi la brutta figura è stata garantita urbi et orbi.
E' da parecchio tempo che Galan si atteggia in modo provocatorio e violento; anche lui come il suo grande capo non accetta critiche nè osservazioni. Indubbiamente Galan e Zanonato non si amano, tra loro c'è della vecchia ruggine, questo è certo; ma l'attacco contro la CGIL ed i "comunisti" m'è sembrato francamente fuori luogo, esagerato ed irresponsabile.
Mi astengo da ulteriori commenti, limitandomi a riportare il giudizio di un assessore patavino presente, il quale ha detto: "mi sento umiliato, mai la politica aveva dato, tanto più in un' occasione di generosità, un così basso spettacolo di se stessa".

Buona giornata. Lupo.

martedì 16 dicembre 2008

1938, le leggi antiebraiche e la Chiesa Cattolica


Nel settantesimo anniversario, condannando l'infamia delle leggi razziali volute dal fascismo, il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha avuto parole chiare e secche circa "la propensione al conformismo" degli italiani, dimostrata non soltanto nella vergognosa occasione delle leggi antiebraiche, ma in precedenza anche con l'atteggiamento tenuto in genere dalla nostra popolazione circa la politica coloniale.

Fini ha detto: "... l'ideologia fascista da sola non spiega l'infamia, c'è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata, nel suo insieme, alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica".

Sono perfettamente d'accordo con lui. Naturalmente si sono subito avute un sacco di proteste dai "cattoliconi" (così li chiamo io) subito pronti a lamentarsi, che non è vero, che i preti hanno salvato parecchi ebrei, che la Chiesa ha fatto la sua parte, ecc. Le solite cose.
Resta il fatto, però, che la posizione ufficiale del Vaticano contro il massacro degli ebrei non ci fu, questo è incontestabile.
Penso che i prossimi giorni la polemica pro-contro Fini salirà di tono. In ogni caso (per quello che può contare la mia opinione) non mi è dispiaciuta la dura, ed onesta, presa di posizione del Presidente della Camera.
Lupo.

venerdì 5 dicembre 2008

Come chiamare questa cosa ?

Sarò brevissimo. So bene che a volte titoli e titoletti dei giornali sembrano contraddire il seguito dell'articolo, il vero e proprio contenuto. Tuttavia oggi si è un po' esagerato e fanno riflettere i seguenti due titoli visibili sulla versione odierna di Corriere.it e LaStampa.it.

Sul primo quotidiano on-line, a proposito del temuto probabile calo dei consumi durante le prossime festività natalizie, si legge il titoletto - Censis: "Italia: è panico generalizzato" -.

Il quotidiano torinese invece riporta - Il Censis:"Gli Italiani hanno ancora fiducia" -.

A questo punto mi sono chiesto: debbo per caso farmi degli occhiali nuovi ? ma se non è così, come chiamare questa cosa ? un infortunio "tecnico", il solito specchietto acchiappa-lettori, una furbata da giornalista mestierante ? 
O magari si tratta di incapacità di leggere la notizia o peggio di superficialità con cui viene trattato il lettore ? 
Davvero non lo so, ma questa faccenduola, tutto sommato banale, mi dà da pensare. 
A voi che effetto fa ?
Lupo.      
 

mercoledì 3 dicembre 2008

Non ti puoi fidare di nessuno

Ormai è chiaro: non c'è da fidarsi di nessuno e di niente. Meno che mai del governo !
Mi sto riferendo ad una delle norme del decreto legge n. 185, che contiene le cosiddette" misure anticrisi" per famiglie e imprese. Vi ricordate il famoso sgravio fiscale del 55 % su certi lavori di ristrutturazione (tipo infissi e caldaie a condensazione) finalizzati al risparmio energetico ed alla riduzione dell’inquinamento ?
Ebbene, nel decreto di cui sopra sono stati infilati degli articoli che, di fatto, limitano ad 1 su 9 coloro che potranno usufruire dell’agevolazione. Alla faccia di quelli che hanno già fatto eseguire e pagato gli interventi.
Ricordo che tutto doveva essere rigorosamente in regola, certificato ed asseverato, infine pagato con bonifico bancario.
Ora, a parte l’idiozia di andare contro la tendenza, direi meglio, l’obbligo di risparmiare risorse ed inquinare di meno, questa è anche l’ennesima dimostrazione che noi cittadini siamo trattati a m…. in faccia, contando meno che nulla. Ma come si fa a rendere, oltretutto, retroattiva la norma in oggetto ? E’ vergognosa ed immorale la retroattività di questa decisione governativa. Non si possono cambiare le regole del gioco a partita iniziata: lo sanno anche i bambini. Invece con le norme previste anche gli interventi eseguiti e già pagati nel corrente anno rientreranno nei “tagli”.
Io, per fare un esempio, ci casco dentro in pieno: cosa mi rimane adesso ? Fare domanda dal 15 gennaio al 27 febbraio 2009 (si potrà inviare solo per via telematica, ma son sicuro che il sistema andrà in tilt subito !) e poi, siccome la domanda non sarà accettata, ripiegare sul rimborso del 36 % in 10 anni. Penso che parecchie famiglie abbiano messo in conto di eseguire questi lavori proprio perché indotte a ciò dalla possibilità di ottenere un bel risparmio (con rimborsi fiscali di soli 3 anni).
Mi sembra che ‘sta decisione sia la volontà malsana di far abortire sul nascere uno dei pochi progetti di risparmio energetico nel nostro Paese. Spero tanto che il PD la smetta di preoccuparsi di Murdock e di Sky e prenda invece a contestare duramente anche questo aspetto del decreto anticrisi, perlomeno parlandone. Ma al momento non vedo un granchè di opposizione in giro.
Ogni comportamento dei politici detentori del potere, specialmente il fatto che non si vergognano mai delle cazzate che fanno, spinge la gente a comportamenti conseguenti. Nel caso specifico, se non giungerà un diverso orientamento del governo, l’unico insegnamento da trarre sarà: fate i furbi, d’ora in avanti, non fidatevi mai e cercate ditte ed artigiani che lavorano in nero ! D’altra parte il Berlusca non ci aveva forse invitato ad evadere le tasse ?
Lupo

lunedì 1 dicembre 2008

Si dica ciò che si vuole


Si dica ciò che si vuole, ma a me non dispiace per niente questa Inter !
Ammettiamo che sia vero, che non abbia espresso sempre un bel gioco (tranne forse nella partita con la Juve), che sia fortunata ecc. ecc....
Tutto quello che volete, ma essere in testa con sei punti di vantaggio vi sembra così male ?
Lupo.

giovedì 27 novembre 2008

L'ultima della on. Carlucci


Quando, nei primi mesi dell'anno, scoppiò la questione della nomina del prof. Maiani a capo del CNR pensai di non aver capito bene. Mi sembrava inverosimile, infatti, che una ex-showgirl e conduttrice televisiva come la Carlucci, italoforzuta promossa alla Camera, avesse il coraggio spudorato di scrivere quella penosa lettera in cui affermava (proprio così) l'inadeguatezza scientifica di Maiani e tirava in ballo addirittura il parere di un premio Nobel.
Ma che ci volete fare, l'onorevole era componente della Commissione Cultura .... Ricordo che disse di essersi convinta (!) che Maiani non era il migliore scienziato possibile: naturalmente tutti si chiedevano su che cazzo basasse questa sua convinzione. Ma insomma la faccenda, esilarante per certi versi, fece fare alla Carlucci una figura talmente ridicola da consigliarle un atteggiamento più prudente per il futuro: in effetti la secca smentita del prof. Sheldon Lee Glashow avrebbe stroncato chiunque. Ma no, invece di limitarsi all'ambito dello Spettacolo, più rispondente alle sue caratteristiche, l'onorevole ha tentato altre incursioni. Avrebbe, ad esempio, cercato di inserire un paio di emendamenti in Finanziaria 2009 finalizzati alla “Riemersione di beni culturali in possesso di privati”, in realtà una specie di condono per tombaroli che sarebbe stato deleterio per i Beni archeologici, molto peggio dei tagli del poeta Bondi. (Ho usato il condizionale perchè al riguardo ci sono delle smentite, come in altri casi del resto, quando non si riesce a capire chi è stato a proporre certe nefandezze: però ci provano, e come).
Per inciso, per apprezzare fino in fondo la levatura della nostra onorevole, siccome è anche vice-presidente della Commissione bicamerale per l'Infanzia, qualche giorno fa ha avuto modo di dichiarare, a proposito delle classi ponte per i bambini figli di immigrati: "concordo pienamente con il giudizio positivo espresso dal presidente Berlusconi ..... la sinistra, come al solito, sa fare soltanto becera propaganda e irresponsabile disinformazione".
Vabbè, torniamo alla cultura.
L'ultima dell'on. Carlucci è: "via dal ministero chi critica Bondi".
Qual è il problema ? Sapete che il ministro Bondi, prefigurando la riforma dei Beni culturali, vuole mettere (l'ha già fatto ?) un grande manager a capo di tutti i Musei, una specie di super-direttore. La cosa non va giù a tante brave persone, anche dipendenti del ministero, che criticano tale decisione e la avversano apertamente, sottoscrivendo appelli in cui spiegano i motivi della propria contrarietà. Si tratta di gente con le credenziali a posto, fior di professionisti del ramo, mica rompic..... e basta. Ebbene, tutta ciò sta suscitando le ire della Carlucci, la quale non ne vuole sapere di opposizione. E' un film già visto, purtroppo, di questi tempi, non vi pare ? Comunque sia, vorrei dire alla onorevole di darsi una calmata e di attenersi magari ai modi civili tenuti proprio dal ministro Bondi nell'estate scorsa, durante la querelle col prof. Salvatore Settis, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. Se non ricordo male, il ministro fece pace col prof e affermò (meno male) "la legittimità di esprimere liberamente le proprie opinioni". Atteggiamento che dovrebbe essere normale in democrazia, ma che forse la ineffabile Carlucci non riesce ad apprezzare, visto anche il suo recente comportamento con "Le Iene", quando perdendo clamorosamente le staffe (e un'altra volta la faccia) fece una piazzata indecorosa.
Qui mi fermo e saluto. Lupo.

venerdì 21 novembre 2008

Concorso per futuri magistrati


Ho letto qualcosa sull'ennesima vicenda incresciosa che riguarda i concorsi pubblici. Nel caso specifico si tratta di un concorso per 500 posti da Uditore Giudiziario.

Sede d'esame è Milano, unica sede anche se in grande maggioranza i concorrenti arrivano dal Sud. La scena è quella solita. Tuttavia questa volta le modalità di svolgimento della prova vengono sin dalle prime battute contestate, poichè diversi concorrenti avrebbero con sè dei "codici commentati", nonostante i lunghi e minuziosi controlli svolti in precedenza ed il timbro ministeriale apposto sui volumi autorizzati all'introduzione in aula.

Insomma, almeno a sentire le dichiarazioni dei giovani estromessi o usciti per protesta, il concorso potrebbe finire in un annullamento: una bella dimostrazione di efficienza e rispetto delle regole da parte del Ministero della Giustizia. A questo punto mi sorge una domanda: ma sarebbe poi così difficile permettere ai concorrenti solo l'uso di un buon dizionario della lingua italiana ? Non si eviterebbero complicazioni e favoritismi ? Oltre tutto pare che molti neolaureati ne abbiano un estremo bisogno, stando a ciò che si sente dire.

In ogni caso un'altra brutta figura dell'amministrazione statale. Che va a bilanciare (mettiamola così) quell'altra vergogna successa mesi fa in concorso analogo, se ben ricordo, allorchè la commissione esaminatrice fu costretta, sulla scorta dei miserevoli esiti delle prove scritte, a stigmatizzare lo scadente livello di preparazione nelle specifiche discipline giuridiche ed in generale la pochezza culturale dei concorrenti.

Oggi in questo nostro povero Paese, ancora una volta, tra la inefficienza delle istituzioni ed il disastro delle lauree 3 + 2 non si sa cosa sia peggio.

Lupo.

venerdì 14 novembre 2008

Prevedere ? No, meglio valutare


Ieri in Parlamento è stato accolto dal Governo un odg col quale esso si impegna a condividere, almeno in parte, le richieste portate avanti dal movimento dei Sindaci veneti in ordine al trasferimento del 20 % dell'Irpef ai Comuni.
Ricordate la "marcia su Roma" dei 400 Sindaci di qualche tempo fa ? In effetti era parso un movimento trasversale piuttosto interessante, democraticamente parlando.
Ho letto commenti positivi su quanto successo ieri. C'è un inghippo, però.
Attenzione ! Il documento approvato dice che il Governo "si impegna a valutare l'innalzamento fino al 20 % della compartecipazione al gettito Irpef in favore dei Comuni", mentre nell'originale non si diceva valutare, bensì "prevedere".
Sembra una differenza di poco conto, ma con questi marpioni abili a sfruttare ogni sotterfugio è meglio stare sul chi va là. Non vi pare ?
Lupo.

domenica 9 novembre 2008

Yes, we are different (da Lui e da chi lo vuole)


Aderisco anch'io all'iniziativa che potete vedere illustrata in questo blog.

Cerchiamo di parteciparvi in modo che tutti quanti si riesca a diventare un po' meno invisibili.

Il messaggio da diffondere è il seguente:


Siamo milioni di italiani e siamo invisibili.

Siamo milioni e non siamo volgari.

Siamo milioni e non siamo razzisti.

Siamo milioni e non abbiamo dimenticato la nostra storia.

Siamo milioni e non abbiamo dimenticato di essere un popolo di emigranti.

Siamo milioni e non abbiamo dimenticato che eravamo dalla parte sbagliata nella seconda guerra mondiale.

Siamo milioni e siamo onesti e civili.

Siamo milioni e NON CI riconosciamo nelle parole del signor Berlusconi.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON PARLA PER NOI -

SI', NOI SIAMO DIFFERENTI.


Grazie. Lupo.

venerdì 7 novembre 2008

L'ennesima gaffe di Berlusconi


Il fatto è noto. L'ineffabile Premier, compiacendosi ancora una volta delle sue doti di barzellettiere, s'è complimentato da Mosca con il neo Presidente degli Stati Uniti Barack Obama che "è bello, giovane e anche abbronzato ...". I commenti più benevoli che ho avuto modo di leggere in giro sono del genere: "è innegabile che il nostro Presidente del Consiglio è spesso incappato in espressioni poco felici, qualcuno lo dovrebbe controllare". Ma quasi tutti esprimono indignazione e vergogna per avere un individuo simile che letteralmente sputtana il nostro Paese. Le continue gaffes, bugie, smentite e sceneggiate da piazzista in pensione sono diventate veramente insopportabili.
Abbiamo ancora in mente le immagini e le parole dei due contendenti nella sfida per le elezioni appena conclusasi in America. Non credo di poter dimenticare quanto ha detto Obama nel suo discorso a Chicago dopo la vittoria: "è stata dura, ma stanotte, proprio grazie a ciò che abbiamo fatto in questo giorno, in queste elezioni, in questo momento cruciale, il cambiamento è arrivato in America". Qui da noi qualcuno ha il coraggio di sostenere che Berlusconi è come Obama, perchè rappresenta il cambiamento. Che desolazione ! Mentre gli USA fanno la storia, come ha detto lo stesso McCain nel suo onesto e alto discorso ("... il mio Presidente", ricordate ?) ci tocca assistere impotenti alle farneticazioni di Gasparri, Dell'Utri e Berlusconi.
E' proprio il caso di dire: povera Italia ... loro hanno Barack Obama e noialtri questi qui !
Che triste destino. Lupo.

mercoledì 5 novembre 2008

Il cambiamento è arrivato


Mi unisco alle tante persone che in queste ore dimostrano la loro soddisfazione per la conquista della Casa Bianca da parte di Barack Obama, il primo afro-americano a diventare Presidente degli Stati Uniti. La strada è stata lunga e difficile, ma adesso il cambiamento è arrivato !

Sappiamo che i problemi da affrontare e risolvere sono enormi, ma abbiamo fiducia che le speranze di tutti (a cominciare dagli americani) non vadano deluse.
Non ci rimane che aspettare il prossimo 20 gennaio, quando Obama presterà giuramento come 44^ Presidente davanti al Congresso.

Congratulazioni e ... facciamoci tanti auguri.
Lupo.

martedì 4 novembre 2008

Guzzanti e le pari opportunità


Già tempo fa, in occasione del plateale sostegno dato dal nostro Presidente del Consiglio a Putin per lo scontro tra Russia e Georgia, quello strano personaggio che risponde al nome di Paolo Guzzanti se l'era presa col suo Capo, se ricordo bene arrivando a dire che il suo comportamento lo faceva "vomitare". E' innegabile che si sia trattato allora di una sorprendente presa di posizione da parte del senatore di Forza Italia, da tanto tempo fedele servitore di sua maestà.
Ieri sera leggo su Repubblica.it un pezzo in cui si racconta di quanto il Guzzanti sia ancora incacchiato col suo Capo per aver messo a fare il ministro gente incapace e incompetente, adombrando (!) che le nomine siano dovute a scambi di varia natura: con esplicito riferimento alla ministra Carfagna. Nell'articolo in questione si cita il blog personale del senatore Guzzanti, dove verrebbero fatte considerazioni piuttosto crude ed esplicite sul modus operandi del nostro Premier.
Uso il condizionale perchè ieri sera era impossibile accedere a questo blog. Anche stamattina, volendo verificare la veridicità delle affermazioni sostenute dal quotidiano, ho provato più volte ad entrarvi ma senza risultato. Ciò potrebbe dipendere da due cose: o il server è intasato dai troppi accessi oppure il sito è stato oscurato.
Comunque sia la Carfagna ha subito querelato il Guzzanti padre, dopo aver fatto la stessa cosa tempo addietro con la Guzzanti figlia. Non c'è che dire: di querele la Ministra pare intendersene, non solo di calendari !
Lupo.

martedì 28 ottobre 2008

Fra ottobre e novembre


Seguendo la consuetudine dovrei festeggiare il fatto che è trascorso un anno da quando sono entrato nella rete con un mio blog (o simil-blog), ma preferisco passare la mano, forse perchè superata una certa età si ha una specie di idiosincrasia per gli anniversari.
In ogni caso approfitto dell'occasione per ringraziare gli amici blogger che hanno la cortesia, ogni tanto, di farmi compagnia. C'est tout !
Vorrei invece parlare un attimo di un avvenimento accaduto più di 50 anni fa, che queste giornate di fine ottobre mi hanno fatto ricordare. Avevo iniziato da poco la quarta ginnasio, ero dunque poco più di un ragazzino (portavo ancora i calzoni corti, per dire). Ricordo benissimo che, nel salire per la prima volta lo scalone di Palazzo Gherardi, pensavo con molta preoccupazione ai cinque lunghi anni che avrei dovuto trascorrere in quel posto. Mi sentivo un pesce fuor d'acqua, intimorito dalle ragazze dell'ultimo anno le quali, vestite col tailleur, mi parevano assurdamente grandi per me, di un'altra specie, tanto da chiedermi cosa ci facessero lì. Ero rimasto colpito anche dal gruppo di giovanotti che sotto il portico, mentre tutti si era in attesa della chiamata nelle aule, si divertivano un sacco a scherzare ed a sbeffeggiare quelli delle ultime classi, soprattutto quelli della terza liceo: qualcuno disse che quegli spacconi erano i maturi dell'annata precedente, dunque ormai fuori dal liceo e liberi infine (tanto le lezioni universitarie sarebbero iniziate a novembre, beati loro).
Le prime due settimane filarono via velocemente, dense di novità per noi che eravamo scesi in città da una piccola scuola media di paese: i professori, le materie, i nuovi compagni "cittadini", l'atmosfera che si respirava .... Mi ambientai abbastanza presto, per la verità, non senza aver pagato lo shock iniziale dovuto un po' alle novità e un po' alla totale disassuefazione allo studio ed ai libri praticata con incosciente entusiasmo per tutta l'estate. Qualcosa andò bene subito, però. Non ci crederete, ma sin dall'inizio mi innamorai del greco: quella lingua totalmente sconosciuta mi sembrava fantastica, da scoprire e gustare piano piano. Per il resto buio totale, nei primi tempi, a parte la matematica, dove un po' di fortuna m'aiutò a riscuotere un certo successo col burbero professore. Ebbi pure alcune sonore batoste qua e là, e mi toccò di fare delle figuracce di cui mi sono vergognato per anni: al termine del primo trimestre gli orribili voti rimediati confluiranno in una pagella brutta, ma proprio brutta ! (sarei poi riuscito a sovvertire questa situazione disperata, ma si trattò di un miracolo di cui parlerò un'altra volta).
Verso la fine di ottobre del 1956 i giornali e la radio davano di continuo le notizie che giungevano dall'Ungheria, e così per la prima volta nella mia vita, pur con la modesta consapevolezza dei miei quattordici anni, mi trovavo ad interessarmi di "politica" ed a cercare di capire cosa fossero e cosa significassero per la gente di Budapest parole come destalinizzazione, culto della personalità, Patto di Varsavia, rivolta, rivoluzione, controrivoluzione, intellettuali comunisti, ecc. Allora mi divennero familiari i nomi di Pal Maleter, Imre Nagy, Khruscev ...
Ebbene, durante quei giorni anche il nostro liceo organizzò una manifestazione per protestare contro l'intervento dei soldati sovietici che di fatto schiacciarono la rivolta. Fu un corteo in piena regola, che sfilò in composto silenzio per le vie della città e si concluse con un discorso pronunciato proprio dal nostro insegnante di lettere: discorso a carattere prevalentemente storico, se la memoria non m'inganna (parlò di santo Stefano il primo re ungherese, dei Turchi, degli Asburgo, di Kossuth e dei moti del 48 ...). Era quella la mia iniziazione alla democrazia, una specie di battesimo, la prima delle manifestazioni pubbliche a cui avrei preso parte nel corso degli anni, non tante per la verità. Forse è come il primo amore, non si può scordare.
Tuttavia molto più nettamente ricordo le parole e l'espressione tesa di Marcello, un ragazzo di quinta ginnasio, capelli e occhi nerissimi, bravo da far paura, quasi un genio, riconosciuto e stimato da tutti, che nonostante i compagni lo sollecitassero a partecipare si rifiutò di prendere parte al corteo sostenendo che i rivoltosi ungheresi erano contro-rivoluzionari e fascisti, che lui non se la sentiva per niente di difenderli, anzi, che la vera rivoluzione era quella sovietica ecc. Confesso che allora non capii questa sua posizione, che mi sembrava sbagliata e basta: ma come non essere dalla parte di studenti e operai che lottavano per la libertà, disposti a sacrificare la vita per la loro patria, che combattevano da soli contro una forza gigantesca che li poteva annientare, senza che il mondo occidentale portasse loro un minimo di aiuto ?
Eppure il ragazzo era contrario. Mi parve del tutto incomprensibile la sua posizione di comunista ortodosso, a dispetto dei suoi quindici anni. Ciononostante fui ammirato per il suo atteggiamento, fiero e deciso. Mi sembra ancora di vederlo solitario, là sotto il portico, che ci osserva scrollando leggermente la testa mentre noialtri ci allontaniamo in fila ordinata e silenziosa.
Lupo.

mercoledì 22 ottobre 2008

I giochi sono fatti ?


Si stanno avvicinando le elezioni in America. Si vota fra pochi giorni, infatti, e sembra che ormai Obama ce l'abbia fatta. Forse ci siamo: non me ne importa niente della scaramanzia, non vedo l'ora di esclamare "hoc erat in votis" !
Data l'età, mi tornano in mente altre elezioni che ho vissuto da studente liceale, nell'autunno del '60. Allora la lotta era fra il giovane Kennedy e Nixon, ma non è nemmeno il caso di parlare di cosa rappresentasse, a quel tempo, la corsa alla Casa Bianca di uno come Kennedy. E' stato detto tutto su di lui, tutto il mondo sa chi fosse e che cosa abbia significato la sua vita politica.
Voglio solo dire questo. Fra i miei ricordi più belli di quell'ultimo anno di liceo conservo le discussioni con i compagni, le letture, le analisi politiche che tentavamo di fare (nel nostro piccolo, come si dice) durante tutta la campagna elettorale. Del resto gli argomenti non mancavano: era un progressista, giovane, cattolico, ricco, colto, esponente di una famiglia importante, insomma un predestinato.
JFK, dopo essere stato eletto nel Novembre del '60, prestò il giuramento il 20 Gennaio 1961. Ebbene, con alcuni altri ragazzi leggemmo diversi giornali per fare uno studio approfondito sul testo del discorso di insediamento. Non avrei mai dimenticato i passaggi fondamentali di quel discorso, la Nuova Frontiera, il famoso "non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese" ecc.
La scalata di Kennedy alla Presidenza si può dire che aveva preso slancio anche dal confronto televisivo avvenuto il 26 Settembre. Oggi i politici in TV sono un'invasione, ma allora si trattava del primo dibattito televisivo visto da milioni e milioni di americani (tra l'altro vinto abbondantemente dal giovane Kennedy).
Questa immagine sbiadita dal tempo vuol essere di buon auspicio.
Ciao a tutti. Lupo.

martedì 21 ottobre 2008

Perchè hanno fischiato "La Marsigliese" ?


Ho notato che, a distanza di più d'una settimana, continuano in Francia i commenti e le polemiche a proposito dell'inno nazionale fischiato allo stadio. Questi brevemente i fatti.
Prima dell'incontro amichevole di calcio fra la nazionale francese e quella tunisina, a Parigi allo Stade de France, quando si procede al rito degli inni nazionali la Marsigliese viene sonoramente fischiata sia dai tifosi tunisini che in generale dai supporter d'origine magrebina presenti. Apriti cielo ! I vari Sarkozy, Fillon, Bachelot se la sono presa proprio tanto per quello che è stato sentito come un insulto. Ma come si permettono di oltraggiare la Francia in questo modo, anche un po' vigliacco, a ben vedere ? E allora il Presidentissimo Sarkozy cosa fa, come reagisce ? Ma semplice: vuole che d'ora in avanti, al ripetersi di simili deprecabili episodi, il match sia immediatamente sospeso ...
Questa decisione somiglia alle sparate di Berlusconi, tutta scena e basta. Infatti come si può pensare di rimandare a casa 60-70000 spettatori, buoni buoni come se niente fosse, senza problemi d'ordine pubblico, solo perchè una frangia di esaltati microcefali ha insultato l'inno nazionale ? La cosa appare francamente irrealizzabile e, come si vede dai commenti dei lettori, l'intromissione dei politici ha persino infastidito non poco i francesi.
Nei commenti si trova un po' di tutto:
- perde ogni dignità quel Paese che accetta d'essere insultato in casa propria
- non è la prima volta che succede (capita un po' dappertutto)
- quando si affrontano le équipes nazionali di Tunisia e Algeria succede di peggio
- recentemente estremisti italiani hanno fischiato l'inno bulgaro
- l'ultimo match Germania-Turchia s'è svolto regolarmente, eppure c'erano motivi di attrito
- questa storia dei fischi è diventato un affare politico che non c'entra con lo sport (Platini)
- forse sarebbe ora di cambiare le parole dell'inno nazionale, un po' grand-guignol in effetti
- si potrebbe decidere di non far più suonare gli inni nazionali, bastano le bandiere
- la reazione si capisce ma non si può accettare
- ..........
Mi fermo per non tediare. Tuttavia il problema vero, la vera domanda da farsi è quella del titolo di questo post. E' interessante cercare di capire i motivi che hanno spinto tantissimi giovani figli di immigrati magrebini a tenere questo comportamento. Parrebbe che essi non solo non si sentano francesi, ma che addirittura odino la Francia. Perchè ? Evidentemente avvertono di non essere cittadini come gli altri, ma al contrario di appartenere ad un'altra cultura, che li lascia di fatto discriminati in quello che pure dovrebbe rappresentare il loro Paese. Sulla carta hanno pari diritti e pari dignità, ma nella realtà della vita (scuola, casa, lavoro ...) non è così. Sicuramente c'entra il fatto che appartengono alle ex-colonie e che i loro nonni o genitori non sono venuti in Francia perchè la amavano, ma per motivi prettamente economici. Del resto anche molti dei nostri vecchi hanno scelto di trasferirsi oltralpe in cerca di un lavoro: erano stufi di mangiare solo polenta, volevano condizioni migliori, mica sono emigrati per un empito di amore nei confronti di coloro che li accoglievano, magari con pochissima simpatia.
In estrema sintesi penso che questi fischi non siano semplicemente un atto idiota ma che al contrario costituiscano un gesto "politico" e sintomatico di un malessere. Inoltre mi parrebbe riduttivo ritenere che questo comportamento sia imputabile solo alle paure ed alle incertezze che pesano sul quotidiano di questa gioventù. C'è di più, secondo me. E' un po' come se questi giovani, non trovando altri modi per far parlare di sè, volessero spettacolarizzare in certo senso la loro protesta per dire a tutti: questa società non ci vuole, e noi non accettiamo questa società. Altro che integrazione ! Se le cose stanno così c'è da preoccuparsi per il futuro, anche di casa nostra, specie con la crisi economica in atto.
Lupo.

giovedì 16 ottobre 2008

Kind of Blue


Quest'oggi mi va di ricordare Miles. E' da un po' che pensavo alla sua vita, non so perchè, e proprio stamattina trovo su La Repubblica lo spunto per andare a rileggere le pagine dedicate dall'artista alla registrazione di quest'album, considerato da esperti ed appassionati come uno dei più belli e importanti del Jazz. Siamo fra marzo ed aprile del 1959 e Kind of Blue nasce in due registrazioni, almeno così narra l'autobiografia. Dice dunque Miles: "... ormai avevo già previsto tutto l'album costruendolo intorno al modo di suonare di Bill Evans" (e qui si capisce l'importanza del pianista bianco, nonostante l'alto livello di tutti i componenti la formazione). E più avanti: "uno butta giù qualcosa e poi altri ci suonano sopra ..." (è il miracolo del jazz). E poco dopo: "... portai soltanto degli abbozzi di quello che ciascuno doveva suonare perchè volevo veramente molta spontaneità in questo lavoro ...". E ancora: "Non facemmo nemmeno prove per questo album ... avevo con me dei musicisti grandiosi".
Detto così sembra tutto molto semplice, facile quasi. Comunque sia ne venne fuori una specie di capolavoro, nonostante Miles Davis abbia sottolineato di non essere riuscito a fare quello che stava cercando di fare. Oltre che geniale era proprio incontentabile, no ?
Lupo.

giovedì 2 ottobre 2008

La scuola secondo la Destra

Giorni fa Veltroni ha spiegato il modo in cui la Destra al potere intende educare le nuove generazioni, e cioè cercando nei fatti di azzerare la scuola pubblica per lasciare campo libero alla TV, divenuta ormai la vera unica palestra formativa nel nostro paese.

Al riguardo mi sembra opportuno ricordare quanto disse Pasolini e rifletterci sopra:

"Non vi è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte su cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere. Il fascismo, voglio ripeterlo,non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d'informazione, non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre".

Buona giornata. Lupo.

mercoledì 1 ottobre 2008

Il frutto avvelenato .....


... della tolleranza zero. Questo il titolo del pezzo di Curzio Maltese sul giovane "Emanuel negro". La vicenda successa a Parma mostra alcune incongruenze e non è totalmente chiara, almeno a sentire i protagonisti, da una parte i vigili urbani e dall'altra il giovane studente ghanese scambiato per uno spacciatore. Se fosse vera la denuncia contro i vigili si tratterebbe di un pestaggio condito con abbondanti dosi di razzismo. Speriamo che non sia così. Tuttavia alcuni recenti episodi, tra cui quello del ragazzo massacrato a sprangate a Cernusco sul Naviglio per aver rubato dei biscotti e quello di un'intera famiglia Rom maltrattata (dicunt) qualche tempo fa dai carabinieri in provincia di Verona per una sosta non consentita, dovrebbero ormai far comprendere alla nostra gente dove ci potrebbe portare il clima delle ordinanze contro tutto e tutti in difesa della tanto sbandierata sicurezza. Contro tutti, è chiaro, purchè siano i più deboli ed indifesi, i diversi, il "nemico" verso il quale coloro che detengono il potere hanno indirizzato le nostre paure.
Lupo.

domenica 28 settembre 2008

Ancora Valentino !


Oggi qualcosa di più ... leggero. La Gazzetta titola "Valentino, ottava meraviglia !" a sottolineare l'ennesimo titolo mondiale conquistato da Rossi nella Moto GP. Si potranno forse criticare certi atteggiamenti un po' guasconi del nostro campione o il suo tentativo di sfuggire alle tasse, recentemente smascherato (e che ha intaccato la sua popolarità), ma è innegabile che di vero e grande campione si tratta. Infatti, riemergere dalla crisi dell'anno scorso (sportiva e non) come ha saputo fare lui non è da tutti, significa avere carattere e forza d'animo, oltre che una incrollabile fiducia nei propri enormi mezzi. Il ragazzo ha un talento mostruoso, ed ha saputo trasformarsi negli anni da geniale matto di paese, come ha detto qualcuno, in un personaggio sportivo mondiale.
Come appassionato di motociclismo e come italiano (se mi è permesso) sono orgoglioso di Valentino Rossi.
Lupo.

giovedì 25 settembre 2008

A che "porcata" siamo arrivati ?


Se l'eliminazione delle preferenze anche nelle prossime elezioni europee viene definita come la "porcata numero due" (Calderoli docet), questa ennesima sporca azione di malgoverno come si configura ? Da La Repubblica di oggi leggo che è in atto il tentativo di far passare un altro "lodo", dopo quello salvapremier. Stavolta si vogliono salvare le chiappe, pare, al ministro Matteoli. La notizia mi lascia di m..... Pensavo infatti che il regime avesse concluso in bellezza col cosiddetto lodo Alfano, ma mi sbagliavo alla grande: è proprio vero che al peggio non c'è mai fine ! Lupo.

martedì 23 settembre 2008

Sparatorie a scuola


Dicono che la scuola finlandese, il sistema educativo vigente in quel lontano paese, sia tra i migliori al mondo.
Se pensiamo che solo a novembre dell'anno scorso era già successa una follia analoga, preannunciata da un delirante video su Youtube, mi viene da dire: viva la scuola italiana !

Lupo.

venerdì 19 settembre 2008

C'é un senso in tutto questo ?


Credo che la domanda sia lecita, al di là delle diverse posizioni politico-strategiche o del piano industriale che dir si voglia. Molti si chiedono quale possa essere il motivo che ha fatto esultare, nel primo pomeriggio di ieri, le centinaia di dipendenti Alitalia riuniti in presidio alla notizia del fallimento (quasi certo, pare) delle trattative.
La cordata che intende rilevare la parte buona, la polpa come qualcuno ha detto, della vecchia compagnia di bandiera abbandona il tavolo del confronto fra le parti, e questi cosa fanno ? Esultano ! Ma se sono sull'orlo del baratro, se hanno di fronte a sè la concreta possibilità di "restare a terra", che cazzo hanno da esultare ?
Io non so, non mi raccapezzo. E allora provo a fare una piccola indagine psicologica osservando attentamente l'immagine sopra riportata. Mi concentro sulle due assistenti di volo.
Quella in primo piano è tutta felice, le braccia alzate, un largo sorriso, pare proprio convinta d'aver vinto la prima battaglia: tanto peggio ... tanto meglio. Forse sta pensando che:
1) a casa c'è già lo stipendio del marito, molto più consistente del suo;
2) tanto il mutuo per la casa non l'hanno dovuto fare;
3) comunque le cose si sistemeranno, perchè nel nostro paese le lobbies alla fine prevalgono sempre;
4) ancora una volta i partiti ed il governo dovranno accettare la forza del sindacato autonomo;
5) in fin dei conti mica siamo una categoria sfigata come gli operai, che neanche esistono;
6) noi ci siamo, eccome !!!

La seconda hostess, un po' dietro la prima, ha invece un'espressione un tantino preoccupata. Pare entusiasmarsi meno alla notizia del fallimento delle trattative, e si sta chiedendo: e adesso ? Io quasi non ci volevo venire qui. Sì, è vero, i miei colleghi stanno qua ad esultare come se avessimo vinto noialtri, mi sembrano mezzi matti, tutta 'sta atmosfera è un gran casino. Non ci capisco più niente. E se resto senza lavoro sul serio, come farò a cavarmela, troverò un'altra compagnia che mi faccia volare di nuovo ? Come minimo mi toccherà cambiare città, con tutte le inevitabili complicazioni. E magari guadagnerò di meno, sempre se non resto a terra. Ma guarda la mia collega ! E' tanto giovane, beata lei, ma cosa avrà da esultare ? Io non ci tengo a finire come commessa in qualche centro commerciale, ma ho una strana sensazione: ho paura che potrebbe andare proprio così.
Buona giornata a tutti, dipendenti Alitalia compresi. Lupo.

venerdì 12 settembre 2008

Bavaglio all'informazione ?

Perquisizione della GdF, con sequestro di materiale e documenti, nelle abitazioni e nel luogo di lavoro dei due giornalisti de L'Espresso Gianluca Di Feo ed Emiliano Fittipaldi, autori del servizio-inchiesta pubblicato sul numero in edicola oggi dal titolo "Così ho avvelenato Napoli". Nell'articolo in questione l'imprenditore Gaetano Vassallo ammette di aver gestito con la camorra per vent'anni il traffico di rifiuti tossici in Campania e tira in ballo parecchi politici e funzionari, sostenendo di averli pagati: tra questi anche l'attuale Sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino.
Fin qui il fatto. Se la notizia è vera, sorprende che ancora una volta si metta sotto inchiesta la stampa, quasi che la magistratura sia più interessata a scoprire i rapporti fra i giornalisti e le loro fonti, piuttosto che a indirizzare ogni sforzo, ogni indagine, sui gravi fatti denunciati. Certo, quella dei rifiuti di Napoli è una faccenda terribilmente forte: c'è la camorra di mezzo, come sappiamo. Ma è chiaro che si vuol far capire che certe cose è meglio lasciarle stare, che non si devono più toccare certi nervi scoperti.
Tutti sappiamo che compito della stampa è raccontare i fatti e le verità che stanno dietro i fatti, informando dunque con onestà e correttezza professionale i cittadini lettori. Perciò credo che la magistratura non dovrebbe perdere tempo spedendo 18 finanzieri (!) a perquisire un giornale, alla ricerca di chissà cosa, poi. Agendo così, come si fa a non pensare che si vuole imbavagliare la libertà di informazione ?
Spero di sbagliarmi. Purtroppo ho l'impressione che ci sia una linea comportamentale che va in una precisa direzione, che lega in certo senso episodi diversi tra loro. Una specie di regime ormai. Vedi la vicenda Alitalia, la reviviscenza del fascismo (la stupidaggine che ci ha allietato ultimamente), la stretta su Rom, puttane e fannulloni, adesso pure il ritorno della maestra vecchia maniera ... Per non parlare del brutto episodio anti-democratico successo a seguito della contestazione della Gelmini da parte di alcuni docenti precari, che la Polizia si è preoccupata di identificare, in perfetto stile scelbiano.
Non so cosa pensare. Mi sembra tutto un arretramento su posizioni vecchie, che puzzano tanto di fascismo. Qualcuno ha osservato che da un po' di tempo in qua, dove ti giri, non vedi altro che "restaurazione": a proposito di conquiste sociali, diritti dei lavoratori, welfare ... E dappertutto, imperanti, i tagli. Mentre il nostro beneamato premier ostenta fiducia e sicurezza. Chi ha il coraggio di dubitare che il problema dei rifiuti in Campania sia stato risolto, una volta per tutte ? Proprio come quello dell'Alitalia.
Lupo.

giovedì 11 settembre 2008

Un invito

Oggi non mi sento di postare nulla. Infatti quello che oggi vorrei dire l'ho trovato, espresso molto meglio di quanto saprei fare io, nel blog di un signore che si richiama a Gobetti e che discute (tra le altre cose) di politica ed economia, con cognizione di causa, con chiarezza, usando modi cortesi e civili. Un galantuomo, insomma, dalle cui osservazioni c'è sempre qualcosa da imparare.
Il post odierno (che trovate qui) si presenta come una decisa critica alla conduzione del PD, critica spietata per certi versi, non disgiunta dalla delusione per la mancata visione strategica di alcuni dirigenti e/o l'inettitudine di altri. A me Gobettiano piace molto proprio per la passione per la Politica che trasuda dalle sue parole. Per questo vi invito a leggerlo.
Lupo.

mercoledì 10 settembre 2008

Mala tempora omnibus, qui eurone utuntur

Non faccia sorridere il titolo di questo post ! L'ho preso infatti dal quotidiano on-line EPHEMERIS, il quale è simile ai tanti che siamo abituati a scorrere velocemente ogni giorno in cerca di notizie fresche ed interessanti, se non fosse che è scritto in latino. Sì, avete capito bene, nella lingua di Cicerone: oddio, magari proprio quella di Marco Tullio non è, ma nemmeno tale da infastidire i professoroni (almeno a me sembra così, sebbene il mio latinorum sia molto lontano nel tempo).
So che in Rete c'è di tutto, ed infatti avevo già visitato diversi siti dedicati alla lingua degli antichi Romani, scoprendo delle cose interessantissime, ad es. che i cultori del latino si trovano in tutto il mondo, anche dove uno meno se lo immaginerebbe.
Ma che ci fosse addirittura un giornale on-line scritto in latino, beh, proprio non me lo aspettavo. Se spinti dalla curiosità andrete a dare un sbirciatina (cliccare qui) sono certo che incontrerete qualcosa di interessante e simpatico: il giornale è diviso in sezioni, c'è addirittura una radio che trasmette notiziari (attenzione alla pronuncia, che è quella classica, non quella chiesastica), ci sono tante poesie .... Il tutto mi è sembrato perfino divertente. Ad es. si veda come vengono riportate certe notizie di attualità: ed è incredibile come il latino, una lingua morta, si sappia piegare alla modernità.
Lupo.

venerdì 5 settembre 2008

Lotta per la vita


Non ne ero a conoscenza. Stamattina sul Corriere on-line scopro che un altro ex-giocatore di calcio è ammalato di SLA (Sindrome laterale amiotrofica), come purtroppo è capitato a parecchi calciatori professionisti. Mi viene in mente subito la tragica fine del povero Signorini, che fu se non erro una bandiera del Genoa. Il poveretto che sta ora lottando per vivere si chiama Stefano Borgonovo, ex-attaccante di Fiorentina e Milan, ha poco più di quarant'anni, una moglie e quattro figli; smise di giocare nel '96 e iniziò una nuova carriera da allenatore, che ha dovuto interrompere a causa del sopraggiungere della malattia. L'articolo di cui sto parlando lo potete trovare qui.

Perchè stamattina questa notizia m'ha colpito ? In fin dei conti non v'ha nulla di speciale, tranne il fatto che a lottare per vivere sia un uomo ancora nel pieno degli anni. E poi chi fra noi ha avuto esperienza di giovani vite stroncate dal cancro, tanto per dirne una, sa anche troppo bene che stare al mondo significa proprio questo, che il male ed il dolore fanno parte dell'essere umano, che il male non guarda in faccia nessuno: essere giovane, onesto, lavoratore, padre di famiglia, ecc. non conta proprio niente. E allora, perchè questa notizia dovrebbe essere diversa rispetto alle tante altre circa le disgrazie o le brutture del mondo, di cui sono piene le cronache ? Per quanto mi riguarda penso che dipenda dal fatto che alcuni giorni fa, prendendo spunto da un post sui problemi della situazione giovanile ed in particolare della tossicodipendenza, ho riflettuto molto sull'argomento tentando di spiegare i motivi che mi fanno propendere per una linea dura nei confronti delle droghe in genere. E mi sono dichiarato contro certi atteggiamenti troppo lassisti e permissivi che hanno caratterizzato, secondo me, una parte della sinistra progressista. Comunque sia, buonismo o linea dura, è innegabile che se uno mette a confronto certe vite buttate via da ragazzi cui non mancherebbe nulla per avere un'esistenza serena e normale, con la coraggiosa lotta che altri giovani conducono per vivere, nonostante tutto, nonostante malattie devastanti, senza cedere alla disperazione, allora ti viene da pensare: ma che senso ha questo rendersi schiavi, questa voglia di autodistruzione, questo cupio dissolvi che sembra catturare tanta parte della nostra gioventù ? Ed allora mi piacerebbe che fosse possibile dar corso alla seguente proposta: come esiste per i mussulmani devoti l'obbligo di recarsi in pellegrinaggio alla Mecca, almeno una volta nella vita, vorrei che allo stesso modo i nostri ragazzi (entro una certa età) dovessero trascorrere almeno una notte all'interno di un reparto ospedaliero, di quelli tosti, ad es. dove si curano i leucemici ... Perchè non provare ? Un'esperienza del genere potrebbe far capire molto meglio di tante parole il senso ed il valore della vita, ed il rispetto che bisogna avere per essa.
Lupo.

sabato 30 agosto 2008

La meglio gioventù

Ho letto un post, ieri, della brava Anna (una blogger sempre così intelligente e sensibile) che m’ha toccato parecchio, costringendomi a riflettere su una problematica che sento di non aver valutato come avrei dovuto, magari per superficialità o per scarsezza di informazioni o perché non ne sono stato toccato direttamente, dato che l’argomento droga per fortuna fu molto distante dalla mia vita, dai miei interessi e dai miei valori. Il post racconta l’addio alla vita di un uomo, preda della droga e duramente colpito negli affetti familiari, senza più un lavoro e una casa, finito in galera, divenuto un “barbone” per scelta perché rimasto sempre tossicodipendente e per questo marginalizzato, pur riuscendo a conservare ancora un che di innocente, persino un sorriso talvolta. Ebbene Anna negli anni giovanili ha condiviso con questa persona una consuetudine di sogni, speranze e lotte: ella parla di “battaglie politiche, cortei, ideali assorbiti e sbandierati, fermento di idee e di anime”. E lascia trasparire una sincera e dolorosa partecipazione, quasi un senso di colpa per essere riuscita, solo lei e pochi altri, a sfuggire ai terribili tentacoli della “affascinante, suadente, incantatrice” signora bianca (così viene definita l’eroina), una tragedia che sembra aver segnato quasi un’intera generazione di giovani. E distrutto corpi e anime, perché “quando la signora arriva non c'è spazio per altro: è un grande amore, di quelli totalizzanti, quelli che non ti fanno vivere se non con lei e di lei”. Ripeto, il post è molto bello e intenso, corredato di parecchi commenti (potete leggere il tutto qui).

Ciò che mi interessa è riuscire ad esprimere sull’argomento tossicodipendenza un paio di considerazioni che abbiano un senso, prendendo spunto dalla straziante vicenda umana raccontata da Anna, con la speranza di non urtare la sensibilità di nessuno e, se possibile, di non dire sciocchezze. La materia è di quelle gravi, anzi drammatiche, dunque so che andrebbero evitati semplificazioni e qualunquismi. Però sento di dover essere onesto, di dover dire francamente come la penso, anche a costo di sembrare troppo brusco e tranchant. Dunque, in questa come in altre vicende similari ho l'impressione che dietro ci sia come una premessa che si dà per scontata, un ragionamento che non mi convince del tutto, che viene espresso più o meno chiaramente nel post in questione e nei vari commenti, ed è il seguente. Quelli che si drogavano all’inizio degli anni 70 in fin dei conti erano i giovani migliori, quelli pieni di ideali, di sogni, quelli che lottavano per cambiare il mondo; non solo, ma ci fu una specie di disegno criminoso per renderli inoffensivi e toglierli di mezzo, la diffusione dell'eroina appunto. Allora mi chiedo: ma gli altri giovani, quelli che non si drogavano o che comunque sono riusciti a liberarsi dalla schiavitù dell’eroina, erano forse la parte peggiore del movimento giovanile dal 68 in poi ? Quale fu, dunque, "la meglio gioventù" ? Quella che lottava nelle fabbriche, nelle piazze e nelle scuole per avere più libertà e giustizia, che voleva costruire qualcosa di positivo e s'impegnava confidando nella partecipazione (come diceva Gaber); o invece quella che si perdeva per strada, certe volte affascinata e ingannata da cattivi maestri, certe altre rincorrendo sogni mistificatori e fallaci, con l'unico esito coerente, cioè il fallimento ? Con tutta l'umana comprensione per il dolore che ha spezzato anime e corpi di tanti ragazzi, e consapevole che il passato non va mai rinnegato, nonostante ciò non riesco ad accettare, mi si passi il termine, la presunzione di certe posizioni, adesso come allora. Non ho mai pensato che per dimostrare di possedere ideali e credere in un mondo migliore, lottare per la libertà sessuale o contro l’autoritarismo, ecc. bisognasse far uso di droghe, mentre non facendolo si finiva per essere delle banali persone “normali”. Quand’ero giovane non mi sembrava un granchè ciò che qualcuno blaterava, e cioè che ci volesse più coraggio a scegliere di drogarsi che non a vivere una vita “normale”, studiando e lavorando. Ed oggi non mi convince la tesi che in quegli anni non si potessero immaginare le conseguenze devastanti dell’uso di droghe. A me pare che fosse una specie di moda. Si cominciava con l’erba, tanto non fa male (è peggio la nicotina, no ?) mentre in certi ambienti radical-chic la facevano da padroni l'LSD ed i suoi guru. Poi si passava a droghe sempre più pesanti, finendo lentamente ma inesorabilmente per diventare schiavi. Altro che la liberazione sognata e sbandierata ! Partendo dal dogma che non si poteva più sottostare ad alcun divieto, che tutto doveva essere permesso e senza limiti perchè tutto doveva cambiare, molti sono giunti fino a gettarsi in abissi di disperazione. E il clima qual era ? Se volevi essere di sinistra non dovevi schierarti contro la droga, o quantomeno dovevi avere un atteggiamento permissivo e comprensivo, sempre e comunque. Beh, anche oggi mi capita di litigare con amici di sinistra quando, nel classico caso della vecchietta scippata, non se la sentono per niente di condannare lo scippatore, perché bisogna vedere se è delinquente per davvero … La colpa è sempre di qualcun altro, della società, del potere, del neocapitalismo e così via. Ora, so benissimo che non bisogna criminalizzare il tossicodipendente e dimenticarci dei venditori di morte, dai cartelli colombiani ai piccoli spacciatori. Però se vogliamo essere onesti dobbiamo riconoscere che il mondo dei tossicodipendenti è totalizzante, nel senso che il tossico sostiene che lui è meglio di te, che lui ha capito tutto, sa cos’è la felicità, sa come si deve vivere la vita; tu che non ti droghi non vali un cazzo e, se provi a criticare, non sei altro che un fascista. Qualcuno ha detto che la vita non è stata generosa con la generazione del 68. Non sono molto d’accordo: dinanzi ad essa si offrirono tante possibilità, tanti vantaggi, ci fu una crescita incredibile della società, tanti cambiamenti nel costume e nei valori, l'emancipazione femminile, una libertà impensabile solo vent’anni prima. Tutto ciò fu una conquista, è innegabile. Peraltro il 68 ha recato con sé anche diversi guai: il terrorismo fu il più grave e pericoloso per la democrazia, ma ebbe il suo peso anche la scomparsa di alcuni valori con la conseguente crisi della scuola e della famiglia, ad esempio. Fu pernicioso alla lunga, secondo me, pure il diffondersi di un atteggiamento troppo permissivo (oggi si direbbe buonista) nei confronti della droga e dei tossicodipendenti, che non voglio dire essere l’unica causa del dilagare del fenomeno droga, ma sicuramente una con-causa. Oggi il fenomeno è cambiato, ma il problema resta. Se l'immagine del tossico con l'ago ficcato nel braccio è meno frequente che in passato, oggi vediamo che la dipendenza (compresa quella da alcool) s'è diffusa in lungo ed in largo, in tutti gli strati sociali, prendendo forme diverse: c'è lo sballo del week-end, per stordirsi ed andare sempre al massimo, e c'è persino il bisogno di impasticcarsi per poter reggere ai ritmi sempre più pazzeschi di certi ambienti. Oggi il "tenersi su" è diventato uno stile di vita, difficile da correggere soprattutto per gli esempi che vengono dai media ed in generale dal mondo dello spettacolo e del gossip. Quando sento affermare di fronte a tragici fatti come quello di cui ci ha parlato Anna, esito penoso e straziante di una vita buttata via, che quei poveretti non si meritano ciò che gli accade, mi confermo al contrario nella convinzione che siamo comunque sempre noi e solo noi i veri responsabili delle nostre scelte. Sono convinto che su questa verità bisognerebbe far riflettere i nostri giovani. Non si può parlare di fatalità. Infatti la “signora bianca” non è come il Tir che ti piomba all’improvviso addosso in autostrada, saltando il guard-rail e portando distruzione e morte a dei poveri innocenti.

Lupo.

sabato 23 agosto 2008

Un bravo ragazzo che vale oro


Una ulteriore conferma: le medaglie olimpiche per l'Italia vengono in gran parte dagli sport più umili, quelli dove contano moltissimo la fatica e la costanza dell'allenamento, lontano dai riflettori. La marcia ne è un esempio, anche se non il solo. Ieri mattina presto sono rimasto emozionato da Alex Schwazer, che ha compiuto una grande impresa sportiva, notevole specie se pensiamo alla giovane età dell'atleta. A sentire le sue parole subito dopo la conclusione della gara, e poi le dichiarazioni successive durante le numerose interviste e la festa a Casa Italia, c'è da restare incantati: questo giovane è proprio una gran brava persona, un ragazzo straordinario di cui dobbiamo andare orgogliosi tutti quanti noi italiani, in primis la sua famiglia e la sua gente.

Ciao. Lupo.

mercoledì 20 agosto 2008

Le prime impressioni


L'Olimpiade di Pechino non è ancora finita, ma già alcune cose si possono dire, credo. Cominciamo dall'impressione generale: non so voi, ma io non ne posso più della Cina e dei Cinesi ! Tutto 'sto nazionalismo, il continuo sventolio di migliaia di bandierine, le bugie dell'informazione ufficiale, la farsa dell'ostacolista che non poteva/doveva perdere, le mostriciattole della ginnastica artistica, la sudditanza di arbitri e giurie nei confronti del Paese organizzatore .... Mi fermo qui, e mi piacerebbe sentire anche il parere di qualcun'altro.
Venendo ai risultati che ci riguardano più da vicino, per fare un primo parziale bilancio, tra ciò che non mi è è piaciuto dell'Italia metterei al primo posto il flop dell'atletica: c'era da aspettarselo purtroppo, visto che non si fa più sport nella scuola e si continua a dare l'ostracismo ai pochi "grandi vecchi" che potrebbero dire la loro (Mennea, Vittori, Tilli ...). Proprio Mennea ha affermato qualche giorno fa che i soldi non mancano, manca invece totalmente la programmazione ed in più non si è capaci nemmeno di gestire i pochi campioni che abbiamo (vedi Howe). Penso che l'atletica italiana sia da rifondare ab imis, un po' come ha fatto la Gran Bretagna: è corsa ai ripari, ed i risultati si sono visti, e come !
Fra i fallimenti bisogna mettere poi gli azzurrini del calcio (che pena !) e più ancora la Federazione che gli paga la business class: poverini, bisogna proteggere i preziosi muscoletti dei nostri calciatori nelle lunghe ore di volo, no ?
Anche l'italvolley femminile, però, doveva fare sfracelli ... ed invece è naufragata miseramente col Settebello rosa.
Che altro ci dobbiamo attendere ? Si aspetta la conclusione dei Giochi, certo, ma le speranze che ci rimangono hanno una colorazione tendente al grigio, purtroppo.

Tuttavia voglio sottolineare anche le prove positive offerte dai Nostri, fino a questo punto. Anzitutto mi sono piaciute le parole del mezzofondista di Bressanone Christian Obrist, esordiente, strafelice e quasi in estasi per aver raggiunto la finale dei 1500: ciò che egli ha detto alla telecronista, e le espressioni di Igor Cassina appena concluso l'esercizio (senza aver ottenuto neanche il bronzo) per me sono la prova che resta ancora qualcosa dello "spirito olimpico". E' questo che conta, molto più che il medagliere. Bisogna applaudire poi tutte le ragazze giunte sul podio, senza distinzione, e Galtarossa e co. e quindi gli atleti dei cosiddetti sport minori, senza dimenticare la scherma ! Una citazione la merita anche la brava Tania Cagnotto e tutti quelli che hanno dato il massimo, senza giungere a medaglia, e sono stati tanti.
Per concludere queste prime frammentarie impressioni, confesso che fra tutto ciò che ho visto finora m'hanno lasciato una enorme impressione non tanto il mostro delle piscine Phelps (che pure ha vinto 8 ori) quanto il velocista Bolt, capace di frantumare il record dei 100 m. correndo con la canottiera di fuori come un qualsiasi ragazzo felice d'andare così veloce, con una naturalezza incredibile, e la bella e brava astista russa Yelena Isinbaeva, una che non delude mai.
Alla conclusione delle Olimpiadi magari si potrà fare un bilancio più esatto.
Ciao. Lupo.

lunedì 11 agosto 2008

Una serata tra amici

Di solito si rientra dalle ferie o dalle vacanze portandoci dentro un ricordo particolare, ad esempio di un incontro, con relative immagini e sensazioni, di un qualcosa che comunque ci ha colpito sì da rimanere nella memoria per qualche tempo. Stavolta sono tornato dalla mia vacanza marchigiana con l'impressione, tutto sommato abbastanza normale, addirittura banale se si vuole, lasciatami da una piacevole serata fra amici trascorsa in campagna. Il mese di Luglio (e con esso la vacanza) stava per finire. Motivo dell'incontro era stato il desiderio condiviso di ritrovarci insieme, quelli del solito "giro", come si fa in genere almeno un volta all'anno, nel pieno dell'estate, in modo che possa prendervi parte anche chi viene da lontano. Per far capire la familiarità che usa tra di noi basti dire che con questi amici siamo quasi nati insieme ! Ma stavolta c'era un motivo in più: la voglia di stare in qualche modo vicini al nostro amico F. che ci ha lasciato un anno fa, dopo una lunga e dolorosa malattia, e l'opportunità di far sentire tutto il nostro affetto alla moglie E.

Era verso il tramonto. La spianata sulla quale i nostri ospiti avevano apparecchiato il tavolo e disposto le sedie per i convitati era fresca, nonostante la calura della giornata, perchè già in ombra dal primo pomeriggio. Di ciò, dell'ombra "stategica" intendo, era stata data piena assicurazione a mia moglie, la cui insofferenza al caldo è ben nota a tutti. Una volta tranquillizzata la signora moglie in oggetto, più ancora, fiducioso nella imminente brezza di mare di cui presto avremmo tutti beneficiato, mi dispongo dunque a dare un'occhiata in giro ed a rilassarmi. Seduto con le spalle a valle posso vedere alla mia sinistra, sull'apposita piazzola, la roulotte ormai da anni adibita a funzioni statiche di supporto al vettovagliamento, quasi una nobile cucina da campo. Più oltre, la struttura in muratura col fuoco già acceso e pronto per bollire dentro il caldaro di rame le tagliatelle fatte in casa, proprio come una volta. Ovviamente non mancano le braci necessarie al ricco barbecue, cui G. (maestro riconosciuto nella cottura della carne alla brace) si dedicherà sincronizzando i tempi del barbecue con la bollitura della pasta, in modo da preparare in anticipo tutto il mangiare, per quanto possibile, ed evitare così le fastidiose interruzioni durante la cena. Completano la struttura un lungo piano d'appoggio e, quasi al margine della spianata, un grande lavello. Tutto sapientemente disposto, e quasi protetto dal bosco che s'erge alla sommità della collina. Se guardo sulla mia destra, invece, scorgo il deposito degli attrezzi, quindi la casetta per i piccioni e la grande gabbia del pollame. Per la verità io conosco già da un pezzo la sistemazione che il mio amico G. ha dato al suo amato ettaro di terra, che coltiva con amore, ricavandone oltre ai soliti ortaggi anche qualche litro d'olio: per la frutta dice che bisognerà attendere un po', infatti gli alberi sono ancora piccoli. Ma mia moglie, che finora s'era sempre arrestata al margine della stradina poderale, nella parte bassa del campo, quella adibita ad orto, ha ammesso che non immaginava neanche che la "logistica" su in alto fosse così accogliente e funzionale.
Tornando alla serata, esauriti i riconoscimenti e gli omaggi dovuti ai nostri ospiti, debbo dire che anche la compagnia era eccellente, come d'altro canto le bevande: Verdicchio e Lacrima di Morro d'Alba, non so se mi spiego ! La conversazione filava via sempre interessante, amichevole e franca, increspandosi appena un po' su certi argomenti che oggi per alcuni paiono agire come "spine irritative". Ma era proprio un attimo: ci si conosce troppo bene per cadere nel tranello della disputa politica, anzi della politica politicante ! Era da tanto che non godevo così della vicinanza degli amici, così serenamente della bellezza e dell'armonia delle mie colline, della luce quieta che vi si diffonde. C'era una grande pace dovunque, e quanti ricordi suscitavano in me i calmi suoni serali che solitamente vengono dalle case contadine, quando s'avvicina il crepuscolo e la luce lentamente scolorisce le colline ! Sembrava tutto perfetto, come altre volte in passato, tranne che ogni tanto si poteva cogliere negli occhi di E. un velo di tristezza e di rimpianto: il suo F. (il nostro F.) sarebbe dovuto essere lì con tutti noi, e invece ...

A suggellare l'incontro, quasi la classica ciliegina sulla torta, accadde poi un fatto insperato, una vera sorpresa, come se qualcuno ci avesse voluto riservare un festeggiamento speciale. Ad un certo punto sulla collina di fronte a noi, non troppo distante in linea d'aria, iniziarono a sparare dei fuochi d'artificio. Ma attenzione, non due o tre botti alla buona, al contrario una cosa quasi professionale: bombe, rose di colori, ecc. Qualcuno, non ricordo chi, disse che forse in quella casa si stava festeggiando un anniversario di matrimonio. Per carità, una esibizione pirotecnica non confrontabile con quelle organizzate in occasione di eventi particolari, che talvolta ho ammirato anch'io nella mia città. In ogni caso si trattava d'uno spettacolino rispettabile, anche per il costo, pensai, che ci veniva regalato inaspettatamente ed al quale potevamo assistere comodi comodi: e poi gli effetti luminosi erano perfettamente visibili, perchè si stava facendo buio. Questa esibizione, ed il fatto che più tardi riuscimmo perfino a vedere qualche stella cadente, furono il completamento di una serata speciale, che spero di essere riuscito in qualche modo a descrivere. Lupo

sabato 9 agosto 2008

Quelli sì che erano campioni


Ieri sono stati inaugurati i Giochi Olimpici a Pechino. Come tanti altri ho guardato la cerimonia in TV, in certi passaggi veramente spettacolare e suggestiva. Come qualcuno ha detto, non ho provato molti brividi d'emozione; inoltre sono rimasto sorpreso dalla totale mancanza di riferimenti alla Cina del Novecento (la Lunga Marcia, Mao, la rivoluzione culturale ...). Mah, non so cosa dire, il fatto mi pare comunque sorprendente, e forse significativo di cosa è oggi questo grande Paese e di cosa vuol rappresentare nella comunità mondiale.
In questo momento non mi va di parlare di Pechino 2008. Vorrei invece esprimere tutto il mio disgusto e l'ennesima delusione di vecchio appassionato di ciclismo dopo l'ultimo caso di doping riguardante Emanuele Sella. Riepilogo i fatti. Questo giovane ciclista, vincitore di tre tappe di montagna al Giro d'Italia e, così almeno pareva, personaggio emergente del nostro ciclismo in cerca di giovani campioni capaci di risollevarne le sorti, viene beccato anche lui per essersi dopato con l'Epo. E pensare che dopo lo scandalo di quell'altro nostro campioncino cacciato dal Tour per essersi dopato, e reo confesso, tutti quanti abbiamo sperato che fosse l'ultimo caso disgraziato, pensando che non se ne poteva più e che era ora di finirla col doping. Illusi ! Si vede che ormai questo cancro è entrato nel sistema e non si riesce più ad estirparlo. O meglio, non so se esiste un modo per invertire la rotta in questo ciclismo che è diventato tutto falso. Dunque mi chiedo: che senso ha continuare a fare il tifo per questi individui ? Come si fa a credere ancora in qualcuno di loro ?
Quand'ero bambino ho creduto in uomini come quelli raffigurati nella famosa foto dello scambio della borraccia. So che si diceva che Coppi, talvolta ..... ma forse era invidia per la modernità del Campionissimo, il primo ad applicare la ricerca medica e tecnologica al ciclismo. Resta il fatto che mi guardo attorno, ma non vedo gente così oggi. Al massimo qualche meteora che compie un exploit e poi sparisce. Che tristezza !
Lupo.
P.S. comunque adesso vado a tifare per Paolo Bettini in TV

martedì 5 agosto 2008

Secondo il Censis più morti bianche che omicidi

Stando ai dati diffusi dal Censis, in Italia sono di più i morti sul lavoro e sulle strade che non quelli ammazzati. Qualcuno ha anche rielaborato i numeri, rapportandoli alla popolazione dei vari Paesi europei esaminati, in modo da poter confrontare i risultati. Ebbene si avrebbero le seguenti conclusioni: 20 "morti bianche" ogni milione di abitanti qui da noi, mentre in Francia 9 ed in Germania 8.
Inoltre pare che, nonostante gli incidenti stradali mortali stiano calando, siamo ancora "il Paese europeo in cui è più rischioso spostarsi sulle strade", visto che nel Belpaese ogni milione di abitanti ne muoiono sulle strade ben 95, contro i 73 morti in Francia, i 62 in Germania ed i 54 nel Regno Unito.
E gli omicidi poi risultano essere 15 ogni milione di abitanti nel Regno Unito, 14 in Francia, 9 in Germania e 11 qui in Italia, ma in costante diminuzione tanto che si sono ridotti di oltre un terzo dal 1995 a oggi.
Mi ha colpito quanto dichiarato dal direttore del Censis Giuseppe Roma: "Risalta in maniera evidente la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli. Il luogo di lavoro e la strada mancano ancora di presidi efficaci per garantire la piena sicurezza dei cittadini, e spesso si pensa che perdere la vita in un incidente stradale sia una fatalità. I dati degli altri Paesi europei dimostrano che non è così".
Ovviamente il pensiero va ai 3000 soldati destinati dal nostro Governo a contrastare l'emergenza criminalità ed a garantire la sicurezza dei cittadini e mi viene da dire: non sarebbe meglio mandare i soldati nei cantieri ?
Lupo.

sabato 2 agosto 2008

Pechino 2008: tra un po' si comincia



Mancano pochi giorni alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, sui quali ci sarebbe tanto da dire, cose più o meno impegnative, più o meno pertinenti magari, ma probabilmente di un qualche interesse. Il fatto è che sono rientrato da poco dalle vacanze e non ho ancora la giusta propensione ad affrontare subito discorsi seri. Di ciò mi scuso, ma in ogni caso vorrei provare ad offrire qualche spunto e qualche considerazione su questo importante avvenimento.
Anzitutto è ovvio che già da un po' non aveva più molto senso insistere sulla opportunità o meno di assegnare i Giochi alla Cina, così come appariva sterile l'esecrazione quasi unanime per l'atteggiamento del Governo cinese nei confronti dei Tibetani ed in generale per la scarsa considerazione di cui godono in quel grande Paese i diritti di libertà e le conquiste democratiche. Figurarsi se poteva servire a qualcosa continuare a parlare di boicottaggio e simili a poche ore dall'avvio della kermesse !
In un mio post di marzo, e nei relativi commenti, la questione era stata discussa abbastanza bene, a mio modo di vedere, e ad essa rimando per un eventuale refreshing sull'argomento http://lp42.blogspot.com/search/label/Attualit%C3%A0.
Ecco alcune cosette che, al momento, mi vengono in mente. Ad esempio l'enorme inquinamento atmosferico che minaccia il regolare svolgimento di alcune gare, conseguenza della cappa di smog e umidità che grava sulla città di Pechino. O l'incredibile disinvoltura con cui le autorità cinesi hanno fatto piazza pulita di qualsivoglia ostacolo si frapponesse alla realizzazione degli impianti sportivi e delle infrastrutture necessari. O, ancora, la tensione spasmodica con la quale un intero Paese si è impegnato nell'impresa di vincere questa scommessa, ben sapendo che l'Olimpiade sarà una straordinaria vetrina mondiale per mostrare a tutti le conquiste ed i progressi raggiunti. Quindi la voglia di arrivare primi nel medagliere e soprattutto di battere gli USA.... Ma anche altri aspetti sarebbero meritevoli di approfondimento, secondo me. Che pensare, ad esempio, di certi filmati che mostrano piccoli ginnasti sottoposti ad esercizi ed allenamenti quasi "crudeli" ? E' solo l'aberrazione cui è giunta la ginnastica delle bambine di 30-35 chili, o c'è qualcos'altro ?
E intanto il doping è sempre in agguato in tutte le discipline, come conferma il recente caso del nostro schermitore lasciato a casa perchè trovato positivo a qualche sostanza proibita (il peggio è che questo viene dopo i casi del ciclista Riccò cacciato dal Tour e dell'altra nostra campionessa di ciclismo di cui adesso non ricordo il nome). Se non ho letto male, ad oggi sono già 29 in totale gli atleti squalificati ancor prima di iniziare i Giochi: la cosa è veramente impressionante. Dice il Presidente del CIO Rogge che i controlli sono stati affinati e che la "tolleranza zero" funziona: speriamo bene, ma ne inventano sempre una ! C'è poi la faccenda del peso ormai preponderante assunto dagli sponsor e dalle televisioni, scesi in campo la prima volta durante la Grande Olimpiade di Roma, che infatti fu un po' il discrimine fra due ere, quella antica e un po' romantica e quella moderna, dominata dai soldi e dalla tecnologia. Tra l'altro questa è la tesi sostenuta nel volume pubblicato recentemente negli Stati Uniti da David Maraniss, dal titolo ROME 1960, di cui ha trattato una settimana fa l'articolo di La Repubblica che trovate qui http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/sport/olimpiadi-pechino/olimpiadi-roma/olimpiadi-roma.html.
Non so bene perchè, ma a me quei Giochi di Roma 1960 sono rimasti nella memoria e nel cuore, e non ho mai dimenticato certi protagonisti di allora: Livio Berruti, Wilma Rudolph, Abebe Bikila .... e la magica atmosfera della Città Eterna. Sarà perchè avevo 18 anni ?
Lupo.