giovedì 12 giugno 2008

Il mercato dei DRG e la politica sanitaria


Dico la verità: non sono stato troppo sorpreso dallo scandalo della Clinica S. Rita di Milano. O meglio, non avrei immaginato che si potesse arrivare, per cinico affarismo, ad eseguire interventi chirurgici inutili e pericolosi, al limite dell'omicidio, questo no. Ma che in certi ambienti conta solo il dio danaro, via, questo si sa già !
Il primo pensiero, è ovvio, va a quei disgraziati pazienti-clienti usati e sfruttati peggio di cose; ma subito dopo si pensa anche alle centinaia di dipendenti onesti e seri della clinica che adesso inevitabilmente ci vanno di mezzo, subendo la pressione dell'opinione publica e tutto l'ignobile vortice mediatico tipico di questi eventi.
Vorrei dire due parole prendendo spunto da questo episodio. Certe brutture succedono dappertutto, lo sappiamo. Il male fa parte della natura umana, c'è poco da fare. Tuttavia è difficile negare che quanto successo in Lombardia è figlio di un certo modo di fare "politica" sanitaria, nel senso che certi personaggi senza scrupoli hanno trovato terreno favorevole proprio nelle condizioni, nelle scelte, nelle strategie attuate soprattutto in quella Regione, che fin dall'inizio della cosiddetta "aziendalizzazione" del SSN ha privilegiato la componente privata della sanità e di ciò ha sempre menato vanto. Il Governatore Formigoni, da fervente cattolico qual è, dovrebbe avere qualche ripensamento in questi giorni (almeno me lo auguro) e farsi un bell'esame di coscienza: è sicuro di aver fatto sempre le scelte giuste, di non aver favorito gli amici, di non essere stato accondiscendente verso la sua parte politica, di avere disposto gli opportuni controlli ?
Lungi da me l'idea di contrapporre ideologicamente il pubblico ed il privato: non mi pare il caso di banalizzare la questione. Tento di analizzare serenamente la situazione, anche sulla scorta delle osservazioni fatte da addetti ai lavori come il prof. Umberto Veronesi o l'ex-Assessore alla sanità Alessandro Cè (della Lega) a suo tempo dimessosi dall'incarico dopo diversi scontri col suo Governatore o l'ex-ministro Rosy Bindi da sempre in polemica col tanto decantato modello lombardo. L' altro ieri anche il rappresentante dei Chirurghi italiani esprimeva critiche pesanti al sistema dei DRG (quanto costa questa prestazione, cioè quanto "vale") che premia la quantità a scapito della qualità.
Scandali in passato ce ne sono stati, eccome ! Ma questo è peggio di tutti, esprime un degrado impressionante. Se è vero che non dobbiamo criminalizzare tutti quanti per colpa di alcuni cinici affaristi senza scupoli (pochi, tanti, vallo a capire) è altrettanto vero che certe cose succedono non per caso, ma perchè il sistema lo permette. Infatti, quando un reparto ospedaliero viene gestito come fosse una fabbrica e dunque più si lavora e si produce più si guadagna, dove va a finire la tanto conclamata centralità del malato ? Se ciò che conta è il fatturato, la produzione, e battere la concorrenza delle altre strutture similari è una mission, a questo punto chissenefrega della salute del paziente ?
So bene che il vecchio metodo per contabilizzare il costo del ricovero, che teneva conto solo delle giornate di degenza, non reggeva più e doveva necessariamente essere aggiornato. Ma secondo me, come spesso capita qui da noi, ci si è illusi che bastasse copiare dagli americani il sistema dei DRG per avere subito una sanità più efficiente e moderna. Non è stato così: prova ne sia che il deficit (peraltro l'80 % di esso viene soltanto da tre-quattro regioni !) è aumentato di continuo così come gli scandali, le inefficienze, le liste d'attesa, gli errori, ecc. Passata l'ubriacatura per l'aziendalizzazione e la novità dei direttori-manager, i più avveduti hanno cominciato a capire che se è giusto tener conto delle limitate risorse economiche e che in certi casi conviene allocarle diversamente, delegando al privato, è altrettanto sacrosanto però che una vera e alta politica sanitaria non può tener conto soltanto della sostenibilità economica delle prestazioni. Nello specifico penso che l'ottica giusta debba vedere nel privato convenzionato una risorsa, e non soltanto un escamotage per coprire inefficienze e buchi del pubblico. Mi rendo conto che il discorso sul SSN sarebbe molto lungo e articolato, basti pensare ad es. alle contraddizioni insite in un sistema che mette assieme l'Azienda Ospedaliera, che vive e prospera solo fatturando più prestazioni possibile, e l'Unità Locale Sanitaria che invece deve (e sottolineo deve) contenere al massimo le prestazioni erogate ai propri assistiti ! Un paradosso, no ? Sono sicuro, però, che si potrà trovare una giusta via di mezzo fra la sanità pubblica e quella privata. Per arrivare a questo ci vogliono progetti degni di questo nome, uomini capaci ed onesti, e soprattutto controlli non sulla carta, ma veri e autentici, a sorpresa, così da non essere costretti a ritirare le credenziali quando il male è già stato fatto.
Lupo.

6 commenti:

marina ha detto...

amaramente d'accordo
marina

DolceBuba ha detto...

Quello della Santa Rita è uno di quei casi fra tanti che fa accapponare la pelle.... Non bastava la scarsa professionalità di certi "luminari", adesso dobbiamo sorbirci anche i giochini economici.... Che dire ? Speriamo di aver bisogno il meno possibile di essere curati e se proprio non se ne può fare a meno ..... OCCHI APERTI !
Ciao Lupo !

Anonimo ha detto...

Ricordo di uno scandalo orrendo emerso nell'ospedale pubblico della mia città d'origine appena dopo la costruzione legislativa del SSN. Non banalizzo.Osservo però che non c'è la regola perfetta. Quello che è davvero grave è peròla macanza della normalità della responsabilità e della sanzione sociale, per cui, di fronte a malversazioni o crimini,invece di censurare e denunciare, si gira la testa. Non si è colpevoli certo. Ma involontari complici sì.
luigi gobettiano

Anonimo ha detto...

Quando si dice che la realta' molte volte supera la fantasia , vi ricordate il film di Albertone quando era titolare di una clinica privata e faceva operare anche quando non c'era bisogno , bene siccome penso che il regista , non ricordo chi fosse , o lo stesso Alberto Sordi dovevano rappresentare uno scorcio di mala sanita', vuol dire che tali episodi succedevano 40 anni fa come succedono tutt'ora . La cosa tragica e' che in Italia per essere notizia devono morire in tanti altrimenti tutti i singoli morti o malcapitati non fanno notizia perche' nessuno li evidenzia anzi.... pensiamo che l'extra comunitario che si dispera per sopravvivere e' un delinquente , mentre il medico della porta accanto che si arricchisce sulla pelle degli altri e' da rispettare...e questo lo rivolgo anche al nostro sistema politico che oltre a cercare la legge giusta per non far entrare gli extracomunitari delinquenti devono , a cominciare dai Formigoni della questione a condannare in maniera forte tutti i favoritismi e tutti gli abusi nel nostro sistema sanitario
giuseppe

lupo42 ha detto...

Penso che sia difficile non essere d'accordo con quanto afferma Gobettiano, ossia che la cosa orrenda in questi fatti non è tanto il crimine in sè, quanto la assuefazione che ci rende complici involontari.
E così ci tocca assistere al proliferare di tanti, troppi, approfittatori dello stampo di quel medico interpretato da Sordi (come ci ricorda Giuseppe).
Però ci possiamo consolare, oggi, visto che il magistrato ha accertato che il chirurgo del Santa Rita non ha ucciso nessuno dei 5 pazienti operati solo per fare cassa !
Che allegria, ragazzi: c'è da sperare, come dice Buba, di non aver bisogno di quella gentaglia lì e comunque bisogna sempre stare all'erta.
Lupo.

Anonimo ha detto...

You write very well.