giovedì 13 marzo 2008

Lazare Ponticelli, c'est fini


Avevo letto di lui a dicembre dell'anno scorso quando, in occasione del compimento dei suoi 110 anni (!) s'era scritto sui nostri giornali, volendo celebrare la straordinaria vita di questo "rital" che aveva combattuto nella Grande Guerra, prima con la divisa francese e poi con quella del suo Paese, l'Italia appunto, da cui era emigrato quasi bambino. Da qualche tempo Lazare Ponticelli era rimasto l'ultimo reduce vivente in terra di Francia. Credo che nel mondo ci siano ancora una decina di sopravvissuti, ma magari mentre ne stiamo parlando il loro numero cala, com'è inevitabile. Oggi ne parlano tutti di questo ultracentenario (pensate, ha visto 3 secoli !) ma io vorrei riflettere solo un po', non tanto sul suo essere stato l'ultimo "poilu", come dire il semplice fante che ha combattuto nelle trincee della 1^ Guerra Mondiale, o sugli onori che la Francia gli vorrà riservare, quanto piuttosto sulla sua vita di povero emigrante italiano, semi-analfabeta, che con forza e determinazione mai dome è riuscito ad integrarsi perfettamente nella sua nuova Patria. Monsieur Ponticelli infatti, il piccolo "rital" che inizialmente lavora come spazzacamino e strillone, che da Lazzaro diviene Lazare e cittadino francese, ha creato qualcosa di grande nella sua lunga vita, fino a mettere in piedi un'importante azienda in campo petrolifero che oggi dà lavoro a quasi 4000 persone. Tanti nostri conterranei si sono costruiti una nuova vita in Francia, col sacrificio e col lavoro onesto, alcuni raggiungendo anche un insperato successo: ma tutto ciò non sarebbe stato possibile se non si fosse data loro l'occasione e la speranza di un futuro migliore. Penso che anche questo sia il senso del termine integrazione.
Buona giornata. Lupo.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Solo vagamente mi era noto Ponticelli e non il suo successo imprenditoriale. Comunque è del tutto vero che offrire opportunità è una fortissima forma di integrazione. Gli italiani emigrati nel mondo, in tanti casi ne sono l'archetipo e l'emblema.
Bel post Lupo.
luigi

lupo42 ha detto...

A scorrere i commenti dei lettori di Le Monde c'è da restare colpiti dalla loro sentita partecipazione per la scomparsa dell'ultimo "poilu". E sorprende come sia giustamente capita ed apprezzata dai nostri cugini francesi la vicenda umana di M. Ponticelli, visto quasi come "archetipo ed emblema" dell'emigrazione italiana nel mondo. La guerra è un'immane tragedia, ma ciò non toglie che sia reso onore e rispetto ad un uomo come Lazare Ponticelli, ed a tutti i giovani morti nell'inutile strage. C'è un'espressione che ho letto da qualche parte e penso vada bene in questa circostanza: i "piccoli" sono grandi ed i "grandi" sono piccoli. Apprenons l'histoire à nos enfants ! Grazie Luigi per il complimento. Lupo.

Anonimo ha detto...

Vous soulignez la belle intégration des italiens en France et vous avez raison.
Ils ont tant apporté et dans tous les domaines.
Cordiali pensieri francesi.
Alain

roma fabrizio ha detto...

Altri tempi...!!

Anonimo ha detto...

Dimmi Lupo, la foto del articolo di Ponticelli rappresenta Ponticelli ?
Se è il caso ti poso chiedere di prenderla per un articolo sul mio blog ?
Grazie tanto.
Alain
PS : posso sapere di che citta sei ?

DolceBuba ha detto...

E' vermante un uomo che ha saputo vivere nel vero senso della parola. Quando ho letto la notizia sul giornale sono rimasta colpita (oltre che dalla longevità)dal pensiero di quante difficoltà ha dovuto superare...

Anonimo ha detto...

Vorrei ricordare questo grande uomo con delle frasi significative dette da lui stesso e dai presidenti in carica italiano e francese :
sul fronte trentino ....Ponticelli dice...
Sepolti nella neve, italiani e austriaci non hanno nessuna voglia di spararsi addosso e simpatizzano. "Loro ci davano il tabacco, che scambiavano con le nostre pagnotte. Quando lo stato maggiore l’ha saputo, ci ha dislocati in una zona più dura".

Si spara su dei padri di famiglia, la guerra è una cosa completamente idiota", era solito ripetere a chi gli chiedeva di raccontare la sua esperienza.

La morte di Ponticelli è stata annunciata dal presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha ricordato "il ragazzo italiano giunto a Parigi per guadagnarsi la vita". Guadagnarsi, bella parola: e' rimasta attuale anche nell'immigrazione d'oggi o e' pura utopia come dice fabrizio ?(altri tempi)
A Ponticelli aveva inviato il 7 dicembre scorso un telegramma per il suo compleanno il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. "La sua straordinaria storia personale, che l´ha portata a partecipare alle vicende della prima guerra mondiale indossando dapprima l´uniforme francese e poi quella dell´ Italia, suo paese natale - aveva scritto Napolitano nel suo messaggio - continua a offrire alle nuove generazioni un esempio di abnegazione, di alto senso del dovere, di dignità". Ecco abnegazione , dovere e dignita' , questi sono i valori da trasmettere e per fare cio' credo sia opportuno ripartire non dico da zero ma scuterci di dosso questo finto benessere o credere che guadagnare sia un diritto e non un dovere. Siete d'accordo ?
scheggia

Anonimo ha detto...

J'ai mis Lazare Ponticelli à l'honneur sur mon blog.
Se metti un commento saro felice.
Pensieri francesi
Alain